Aprilia – La richiesta fu avanzata dall’“Associazione Aleardo Nardinocchi, architetto, artista e docente appassionato”, con sede in Aprilia in Via Lombardia, nel 2024 e recentemente l’amministrazione comunale di piazza Roma ha messo il semaforo verde sull’operazione.
La Sala Maggiore del “Centro Culturale Polivalente”, cioè la Biblioteca Comunale, sarà dunque intitolata all’Arch. Aleardo Nardinocchi per aver diffuso nella sua breve vita, attraverso le sue numerose opere, la cultura prodotta dalla Città di Aprilia. E’ questa la motivazione riportata in calce dalla delibera numero 29 approvata il 15 aprile scorso.
“Dalla biografia dell’architetto, artista e docente appassionato, scrive il Comune, si evincono le ragioni che portano a ritenere, da parte dell’Ente, meritevole di accoglimento la proposta di intitolazione di una delle sale interne della Biblioteca Comunale… è intendimento di questa amministrazione accogliere la richiesta di intitolazione in ragione della volontà di omaggiare un artista apriliano che, attraverso la sua intensa attività di architetto, docente ed artista apriliano, ha dato lustro al nome della Città Aprilia, anche in considerazione della sua poliedrica vocazione”.
Ricordiamo che l’Arch. Aleardo Nardinocchi, al quale si intende intitolare la sala comunale, è deceduto in data 07 novembre 2015.
Questo quanto riportato sul sito internet a lui dedicato: “Aleardo Nardinocchi (1974 Roma 2015) rivelò presto l’animo suo di grande artista. Si espresse nei segni complessi che raccolsero il canto delle molteplicità dell’umano percorrere la terra, lasciando orme che indichino il cammino. Attraverso il colore, attivato con ritmi diversi di figure, ricercò l’armonia di dinamiche storie stratificate, degli uomini che incessantemente cercano di cogliere il mistero dell’esserci. Fu egli architetto del paesaggio, intendendo questo come volto denso, sovrapposto negli strati della terra che danza, con le molteplici fisionomie del suo esistere. Trasmise il processo di travalicanti figure dai banchi dell’Università agli studenti che lo ricordano, sempre attraverso il tempo, senza tramonto raccogliendo il testimone per comporre fisionomie tra il figurativo e l’astratto, con il ricordo da egli trasmesso di quel che gli uomini son sempre stati, ed han lasciato come ineludibile patrimonio a noi tutti”.