APRILIA- Giacigli di fortuna, tavolini e sedie di plastica, bottiglie di birra e di vino abbandonati dove un tempo ragazzi e ragazze giocavano regolarmente a pallavolo. All’esterno, cumuli di spazzatura, scarpe, panni stesi. Quello che è accaduto ad Aprilia negli ultimi anni con il pallone tensostatico di via Pergolesi si può definire soltanto in un modo: una vergogna assoluta. Una struttura comunale che un tempo ospitava gare di serie B femminile, in cui ogni settimana giocavano decine di giovani, oggi trasformato in un accampamento per senzatetto. Da oltre due anni l’impianto di via Pergolesi è chiuso. Il comune di Aprilia, sotto la gestione del commissario D’Attilio, diede il benservito alla società che gestiva la struttura, la GiòVolley. L’ente si accorse che la società non versava dal 2019 i canoni concessori. Ballavano circa 40mila euro di utenze non versate secondo i tecnici del comune. E così nel dicembre 2024, attraverso una determina firmata dal dirigente ai lavori pubblici Paolo Terribili, il comune di Aprilia cacciò la Giòvolley. Il presidente Claudio Malfatti, che ha sempre rivendicato di aver eseguito migliorie all’interno della struttura, assicurò che avrebbe tentato di trovare un accordo con la commissione straordinaria, succeduta al prefetto Paolo D’Attilio, magari dilazionando l’importo da versare, con la speranza di rientrare quanto prima nell’impianto di via Pergolesi. Nel frattempo, però, si innestò un secondo grave problema. I vigili del fuoco del comando di viale Europa non rilasciarono l’autorizzazione per lo svolgimento di eventi sportivi con la presenza del pubblico. Uno scoglio che, evidentemente, si è dimostrato insuperabile, nonostante l’impegno della società. Da parte sua il comune di Aprilia, una volta rientrato in possesso del pallone tensostatico, non ha di certo migliorato le sue condizioni. Anzi. L’impianto sportivo è stato chiuso sia alla giovolley sia a tutta la comunità apriliana. Ed è paradossale pensare che, in una città, che da sempre lamenta una cronica mancanza di spazi per i ragazzi e per lo sport, una struttura del genere sia stata lasciata morire completamente. In maniera volontaria, semplicemente perché non rientrava, evidentemente, nelle priorità dell’ente. E così oggi il pallone tensostatico di via Pergolesi, da importante spazio sportivo, si è trasformato in un’area abbandonata e degradata. Chiusa ai cittadini e agli sportivi ma non agli sbandati, ai disperati che vagano senza un tetto per le vie della città. E che nel pallone tensostatico hanno trovato una casa di fortuna. Perché è questo che oggi è diventata quell’area sportiva, un rifugio per chi una casa non ce l’ha. L’ingresso è chiuso con tanto di catena e lucchetto ma basta fare qualche passo lungo la recinzione perimetrale per notare uno squarcio. Da lì si entra facilmente e si arriva in pochi secondi sia in quella che una volta era la segreteria, sia nel campo da gioco. All’esterno, oltre ai rifiuti di ogni tipo, ci sono delle scarpe, una bicicletta, panni lasciati su una sedia. Chi occupa la struttura è uscito evidentemente e tornerà più tardi. Su un’altra panca, sempre all’ingresso, ci sono altri indumenti: pantaloni, calzini, delle magliette. Un altro paio di scarpe. Una vecchia insegna della giovolley ci dà il “benvenuto”. E poi bottiglie di birra dovunque. All’interno del pallone tensostatico, dove si giocavano i match di serie B femminile, ci sono altri materassi e plaid. I senzatetto dormono anche qui nonostante la copertura dell’impianto sia stata lacerata qualche settimana fa dal forte maltempo. Quando piove, l’acqua entra su quello che era il campo da gioco. Appoggiati ad una parete si scorgono cimeli del passato. Trofei vinti e oggi abbandonati. Quattro coppe che stanno lì a simboleggiare quello che l’impianto di via Pergolesi ha rappresentato per anni per decine di ragazzi di Aprilia e non: uno spazio dove crescere, divertirsi e formarsi. Ed è un vero peccato che chi oggi amministra la città lo abbia dimenticato.
APRILIA: LA CASA DEL VOLLEY DIVENTATA RIFUGIO PER SENZATETTO
7 Ottobre 2026
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