APRILIA – Il bando di gara per la concessione del nuovo impianto sportivo di via Tiberio è andato deserto. All’apertura delle buste, nessuna società ha presentato un’offerta per la gestione della struttura sportiva. Una brutta notizia per il comune di Aprilia, che sperava che qualche realtà del territorio potesse prendere in carico il pallone di via Tiberio, e per l’intera comunità cittadina che, ancora una volta, rimane al palo e con un impianto nuovo e chiuso al pubblico. Il valore globale stimato della concessione, che aveva una durata di cinque anni, si aggirava sui 198mila euro totali. L’importo del canone annuale, da versare al comune di Aprilia, era di 7mila e 200 euro. L’importo del canone di concessione annuale comprendeva anche i costi della manodopera che l’ente di piazza Roma aveva stimato in oltre 98mila euro. L’impianto, polifunzionale, prevede la possibilità di praticare diversi sport, dalla pallavolo al basket, dal calcio a 5 alle arti marziali. Realizzato con fondi arrivati grazie al Pnrr, circa un milione e 725mila euro di investimento, doveva rappresentare una boccata d’ossigeno per tante società sportive in cerca di una casa. E, invece, le speranze del comune di Aprilia e delle tante realtà cittadine, sono andate infrante. Perché? Per alcuni la causa principale risiede nei costi altissimi di gestione che avrebbero fatto letteralmente “fuggire” i possibili interessati. Un bando dai costi vertiginosi e impossibili da coprire per le società sportive apriliane. “Il bando è andato deserto non per il disinteresse delle società – attacca Davide Tiligna di Agire – ma perché il piano economico allegato al bando è irreale. Quel piano calcola che chi gestisce l’impianto incassi 39mila e 600 euro all’anno, che ne spenda 19mila e 729 per il personale e 12mila 487 di utenza e che ne versi 7200 al comune come canone concessorio annuale. In pratica, l’utile di esercizio, è di 183 euro all’anno. Quindici euro al mese. Questo significa che se accade un imprevisto i soldi non ci sono per l’impianto non ci sono”. Il piano economico prevede inoltre il pagamento di un custode per due ore al giorno quando l’impianto deve rimanere aperto con il personale presente. Presume che ogni ora “disponibile” venga venduta a 30 euro, senza prevedere tempi vuoti ed i mesi estivi quando le attività si riducono o cessano temporaneamente. A carico del gestore sono la pratica antincendio, l’allarme e le polizze assicurative. Infine calcola l’elettricità sulle sei ore di apertura quando la struttura ha un impianto caldo/freddo acceso 24 ore al giorno. “Chiunque abbia mandato avanti una società sportiva ha fatto i conti in pochi minuti – conclude Tiligna – i costi sono esorbitanti, per questo nessuno si è presentato. Il risultato è che siamo davanti ad un impianto costruito con denaro europeo in una città che ha fame di strutture sportive e che oggi rimane chiuso alla comunità”. Aprilia non può permettersi un secondo palazzetto dello sport.
APRILIA: Costi esorbitanti, deserto il bando per il nuovo impianto sportivo di via Tiberio
16 Ottobre 2026
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