APRILIA – Scoppia la polemica ad Aprilia dopo la scoperta che l’impianto sportivo di via Pergolesi si è trasformato in un vero e proprio rifugio per senzatetto. Quella che fino a due anni fa era la casa del volley, oggi è nel completo degrado a causa dell’abbandono. Il pallone tensostatico, che un tempo ospitava match di serie B femminile, versa in condizioni disastrose dopo che il comune di Aprilia ne ha ripreso possesso totalmente. Dopo l’uscita di scena del vecchio concessionario, l’ente di piazza Roma non è riuscito a tutelare una struttura sportiva importante per l’intera comunità. Impianto che oggi è chiuso a sportivi e pubblico ma non ai senzatetto che lì hanno trovato rifugio. All’interno dell’area troviamo di tutto: giacigli di fortuna, materassi, tavolini, sedie, indumenti, rifiuti di ogni tipo, decine di bottiglie di birra e qualche cimelio abbandonato. E chi un tempo ha lavorato per far crescere un movimento sportivo, il volley apriliano, proprio all’interno del pallone tensostatico, oggi interviene con grande amarezza. “Vedere quella struttura ridotta in quel modo – spiega Claudio Malfatti ex presidente della Giovolley, la società che giocava nell’impianto di via Pergolesi – mi fa male. All’interno del pallone abbiamo vissuto momenti bellissimi, abbiamo fatto crescere decine e decine di ragazze impegnate nella pallavolo, sia di Aprilia che dei comuni limitrofi. Abbiamo vinto, trionfando in serie C ed in serie B. Per quattordici anni abbiamo lavorato per far crescere la società, migliorando anche le condizioni interne del pallone tensostatico. Lo sport in città non è valorizzato, basti pensare alla questione del palazzetto. Speravamo di poterlo utilizzare per crescere come società e movimento ma sappiamo come sono andate le cose”. E’ evidente che il settore sportivo non è il primo dei problemi per la commissione straordinaria che già lo scorso anno è arrivata in pesantissimo ritardo per l’assegnazione delle palestre. “Ad Aprilia lo sport continua a rimare senza casa – aggiunge Davide Tiligna di Agire – il pallone tensostatico di via Pergolesi, dove si giocava la serie B femminile di volley, è chiuso da oltre due anni e oggi fa da riparo a chi non ha un tetto. Lo stadio Quinto Ricci è chiuso da tre anni. Il Palazzetto dello sport tra via Carroceto e via Guardapasso è finito dall’aprile 2023 e non ha mai aperto. Il bando per il nuovo pallone tensostatico di via Tiberio è andato deserto.Sul bando Sport e Periferie 2026, Aprilia non si è nemmeno candidata.Il conto lo pagano le società. La Volley School ha rinunciato a una serie B conquistata sul campo, perché non aveva dove giocarla. Il C.S. Primavera, senza un campo, l’anno scorso non si è iscritto alla Promozione: una città di oltre 70mila abitanti è rimasta senza una squadra in quella categoria. Undici società sono arrivate a scrivere al Prefetto e a minacciare lo sciopero dello sport. La questione non è solo sportiva perché lo sport di base è il primo presidio contro il disagio giovanile: ogni ora passata in palestra è un’ora sottratta alla strada e a chi offre scorciatoie. In una città sciolta per infiltrazioni mafiose, un impianto chiuso non è un problema di manutenzione. È uno spazio lasciato a qualcun altro. Una città che lascia morire i suoi impianti sportivi sta scegliendo, anche senza dirlo, a chi lasciare i suoi ragazzi”.
Tiligna: “Ad APRILIA lo SPORT è senza casa, impianti chiusi o in abbandono”
8 Ottobre 2026
@ RIPRODUZIONE RISERVATA