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APRILIA: STRISCE BLU, I CITTADINI PRESENTANO RICORSO AL TAR

APRILIA – Strisce blu, un gruppo di cittadini presenta ricorso al Tar. Ad Aprilia si infiamma la vicenda parcheggi a pagamento. Nelle scorse ore un gruppo di cittadini ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo chiedendo la sospensione dell’efficacia della delibera firmata dalle commissarie con cui viene rimodulata la sosta a pagamento sul territorio comunale.

Diverse le motivazioni addotte dal gruppo di apriliani: aumenti vertiginosi, assenza di parcheggi gratuiti che bilancerebbero la presenza di stalli a pagamento nel centro urbano e nelle stazioni ferroviarie.

Secondo i cittadini, inoltre, la delibera commissariale puntava anche ad incentivare indirettamente il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile contro l’uso dei mezzi privati. Una intenzione che però sarebbe stata sbugiardata pochi giorni dopo con l’entrata in vigore del nuovo trasporto pubblico locale partorito con molte carenze evidenziate dai cittadini del centro e delle periferie.

“Il primo luglio – si legge nel ricorso – è entrato in vigore anche il nuovo piano regionale del trasporto pubblico locale che ha inserito Aprilia nell’Udr 10 Litorale Sud, producendo una riduzione delle corse feriali da 135 a 98 (28%). Penalizzato il corridoio Toscanini/Via Inghilterra con un taglio del 60%”. Insomma oltre il danno anche la beffa.

Un piano parcheggi che secondo i cittadini nasconde l’esclusiva volontà di fare cassa da parte del comune di Aprilia.

“Emblematico – si legge nel ricorso – il passaggio (di un verbale di una riunione del maggio scorso) in cui si afferma che “l’incasso diventa maggiore con un funzionamento corretto delle aree a pagamento ed ovviamente si abbassano le contravvenzioni e conseguentemente i ricorsi”. Si discute di sbarre, telecamere, casse automatiche con stime di costo e di gettito; si elaborano ipotesi di controllo notturno per prevenire atti vandalici ai parchimetri; si ragiona sulla ripartizione dei proventi tra Comune e ASAM. Non compare, invece, alcuna valutazione sull’impatto che l’ampliamento avrebbe avuto sui residenti, sui pendolari, sugli utenti delle attività commerciali o sulla tenuta complessiva del sistema della mobilità urbana”.

Ma per i cittadini è grave anche la totale mancanza di agevolazioni, esenzioni o misure compensative.

“La deliberazione – si legge nel ricorso – non prevede misure adeguate a contemperare gli interessi dei soggetti più gravemente colpiti dalla nuova disciplina. Non sono previste esenzioni per i residenti privi di posti auto privati, non sono introdotte agevolazioni per categorie particolari, non vi sono soluzioni per i pendolari che si trovano costretti a pagare per sostare in stazione in un contesto di riduzione del servizio ferroviario.La totale assenza di qualsiasi bilanciamento tra l’interesse dell’amministrazione al gettito e gli interessi dei cittadini alla mobilità e alla fruizione del territorio contrasta con i principi di proporzionalità e ragionevolezza dell’azione amministrativa e con il canone di buona amministrazione di cui all’art. 97 della Costituzione”. Sotto la lente del ricorso, infine, anche alcune aree inizialmente escluse dai tecnici come piazza Sturzo e le modalità di pagamento.

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