SCUOLA

Il 23 marzo scorso l’I. C. “A. Toscanini” ha ospitato due rappresentanti della Polizia di Stato

A lezione di legalità alla scuola Toscanini di Aprilia

"Il contributo della Tv è sconvolgente, modelli sbagliati"

Il 23 marzo scorso l’I. C. “A. Toscanini” ha ospitato due rappresentanti della Polizia di Stato per trascorrere qualche ora “Parlando di Legalità” con i ragazzi della secondaria di primo grado. Renato Scalia, ex Ispettore in prima linea nella lotta alle mafie e ancor oggi impegnato nell’Associazione Caponnetto ha sottolineato la pericolosa fascinazione che i giovani tendono a provare per la bella vita e i facili guadagni. Il contributo da parte della televisione in questa direzione è sconvolgente se si considerano i programmi che offrono come modelli da seguire personaggi patinati che privi di alcun talento se non quello estetico, ottengono compensi vertiginosi semplicemente per essere ospiti di una trasmissione. Considerando poi serie come Gomorra in cui gli spettatori si trovano inconsapevolmente a identificarsi con l’uno o l’altro protagonista, l’uno o l’altro delinquente, senza l’alternativa di personaggi rappresentanti della giustizia, ci si rende conto di quale danno si arrechi all’immagine dello Stato, soprattutto nei giovani, che costituiscono il pubblico più fedele di questo tipo di fiction. Anche Gianni Palagonia ha evidenziato l’inclinazione dei media a dare risalto a personaggi della malavita, quasi a riabilitarli, piuttosto che trasmettere le testimonianze di chi ha servito la legge fino all’estremo sacrificio che sia la vita propriamente detta o la rinuncia alla propria identità. Quest’ultimo è appunto il caso di Palagonia, che per compiere il proprio dovere ha dovuto abbandonare la sua terra e trasferirsi con la famiglia per proteggerla, rinunciando al proprio nome. Un uomo che, nonostante il dolore patito, non ha mostrato segni di cedimento nella difesa della giustizia e dello Stato che continua a servire raccontando nei suoi libri e nelle scuole la sua vita. Il suo approccio paterno con i ragazzi è stato commovente: si è mostrato senza coprire le sue fattezze con la richiesta di non riprendere il suo volto, affidando loro la propria sicurezza, confidando nel loro buonsenso. La definizione della legalità e la sua difesa sono scaturiti con naturalezza dalle parole dei due funzionari: rispettare le regole quotidiane, ascoltare i genitori, studiare e ottenere risultati meritati con l’impegno e a volte col sacrificio. I ragazzi hanno ascoltato attentamente questi insegnamenti, dimostrando con il loro calore di averli accolti come semi nel proprio cuore per farne tesoro quali futuri cittadini.

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