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Nell'articolo le considerazioni degli atleti

Pinocchio Virtual Run, la gara virtuale di beneficenza della Runforever

SPORTQuesto periodo di Covid ha stravolto tutte le nostre abitudini travolgendoci in un turbinoso momento di profonda incertezza. Poco prima che questo evento si abbattesse su di noi eravamo pronti ad affrontare eventi sportivi di rilievo, tantissimi pronti per la Roma Ostia, un bel gruppetto dei nostri dopo aver affrontato anche l’ultimo lungo era praticamente pronto per la Maratona di Roma e poi il nulla….

Un lunghissimo stop dettato da ben più gravi problematiche ci hanno inchiodato nelle nostre case per mesi interi. Chi ha avuto la fortuna di avere un percorso nei pressi della propria abitazione ha provato qualche uscita, permessa dalla normativa ma comunque sotto lo sguardo sospettoso dei vicini che forse per un po’ ha ritenuto i runner una sorta di appestati.

Per fortuna i social ci hanno tenuti uniti, il nostro gruppo Whatsapp e relativi sottogruppi, la nostra pagina Facebook ci ha tenuto in contatto. Mai come in questo periodo la realtà virtuale ci è venuta incontro.

Ed è stata proprio la possibilità di gareggiare virtualmente che ha acceso di nuovo i nostri animi. Spinti dal nostro mitico Baione che ha trovato e sponsorizzato tantissimo la “Pinocchio Virtual Run” uno alla volta ci siamo iscritti fino a ritrovarci in 12.

Due le distanze, la 5 e la 10 km, si poteva correre in qualunque luogo nelle date del 31 maggio oppure 1 e 2 giugno. Pettorali inviati via mail e possibilità di maglietta e relativa medaglia. Tutto come una gara vera ma corsa in proprio dove e come si voleva, senza l’assillo del cronometro e degli avversari.

Quasi tutti l’hanno corsa singolarmente, vuoi per i diversi impegni, vuoi per i diversi luoghi di residenza. Baione in trasferta a Tor San Lorenzo l’ha corsa con Martinelli e Greco, con uno spirito di reciproco aiuto visto che 10 km nelle gambe non ce li aveva nessuno. Greco, iscritto alla 5 km ha deciso di continuare il giro con gli altri due, trascinandoli in una progressione che solo con lui si poteva ottenere.

Aprilia, Roma, Castelli Romani, Torvajanica, Tor San Lorenzo le località che ci hanno ospitato per questa prova, prima volta per noi alle prese con una gara “Virtuale”

I Partecipanti sono stati Fabrizio Baione, Rocco Di Fede, Roberta Cicciù, Gianni Greco, Enrico Giustiniani, Claudio Cordella, Giovanni Kiramarios, Simone Abate, Canio Martinelli, Paolo Struglia, Giovanni Fiore, Raffaele De Santis, con la partecipazione straordinaria di Valeria Biagi.

I risultati cronometrici? Poco importano, ha vinto la solidarietà, l’amicizia, l’affetto e la passione comune per il podismo, gran bel legante in una momento sociale di per sé così slegato….

Interessanti invece le considerazioni, le abbiamo raccolte e le pubblichiamo:

 

Roberta CICCIU’: Oggi ho corso come non mai , piena di grinta, determinazione e voglia di fare bene , sì quello era il mio obbiettivo fare bene, perché avevo accumulato e accumulato veramente tanta grinta nei mesi che precedevano la quarantena, una grinta per affrontare le gare una più “semplice ” una più difficile sotto ogni punto di vista , ma sempre con degli obiettivi ben in mente, ma purtroppo come ben sappiamo la quarantena ci ha messo in ginocchio. Oggi più che mai posso dire di essere soddisfatta, un tempo che me lo sognavo, una gara, per quanto virtuale, sempre una gara per la mia testa, fatta in piena spensieratezza e determinazione …

Giovanni FIORE: Oggi, spinto anche dall’euforia del gruppo, ma molto più per rimettermi in gioco, ho preso parte ad una nuova sfida la “virtual run”. Questo mi ha fatto riabbracciare un importante pezzo della mia vita, la corsa metafora dei miei limiti e dei miei difetti. Sogno di tornare a respirare l’atmosfera di una corsa vera, ma ora consiglio di liberarci dall’ansia di riprendere subito la condizione persa, ci vuole pazienza e calma e ritornerà tutto come prima.

 

Canio MARTINELLIUna gara virtuale? Questa mi mancava!! Ma la voglia di mettersi in gioco a qualunque costo, la possibilità di fare beneficenza, il desiderio di uscire di casa e correre a perdifiato mi hanno convinto ad iscrivermi. Insieme alla mia Società, la Runforever Aprilia abbiamo organizzato un bel gruppo, in 12 abbiamo partecipato, ognuno correndo a casa sua nel giorno che più gli veniva comodo tra quelli indicati nel regolamento. Sul gruppo whatsapp ci siamo inviati tempi, foto e considerazioni ed abbiamo condiviso questa magnifica esperienza. Ringrazio l’ospitalità e la forza travolgente di Baione, il Mister Greko che mi ha trascinato in quest’avventura. Dopo il periodo di fermo 10 KM non ce le avevo nelle gambe ma l’averla affrontata in compagnia mi ha permesso di correrla tutta d’un fiato

 

Gianni GRECO:  non avevo mai partecipato ad una gara virtuale, ma c’è sempre una prima volta e dopo anni di competizioni su strada insieme a tanti runners, per colpa del Coronavirus, ho fatto la mia prima esperienza, mi sono iscritto alla Pinocchio Virtual Run, manifestazione sportiva organizzata a scopo benefico che ha voluto mantenere la sua edizione nel 2020. Domenica 31 maggio, insieme ai miei due compagni della Runforever Aprilia, Bizio e Canio, ci siamo dati appuntamento a due passi dal mare, precisamente a Marina di Ardea, che ci attendeva in una bella giornata di sole dopo due giorni di pioggia, per completare la nostra gara virtuale ma, nello stesso tempo reale, in quanto l’abbiamo corsa veramente con le nostre gambe. Nonostante la mia precaria condizione fisica, causata dai pochi allenamenti eseguiti costringendomi ad iscrivermi solo sulla distanza dei 5 km, sono riuscito, grazie all’ottima compagnia, a concludere la mia gara e chiudere in bellezza questa splendida esperienza, correre accanto al mare e con due simpatici compagni di viaggio, la fatica è solo un lontano ricordi.

Simone ABATE: MA CHE NE SAPETE VOI?

Finalmente una gara dopo tre mesi di lockdown. Anche se in questi tre mesi i vari droni, elicotteri, posti di blocco e giustizieri civici non hanno fermato la mia voglia di correre e allenarmi, le gambe non sono più quelle di febbraio. Ma non importa, oggi è una gara di solidarietà e va comunque fatta e poi la corro (virtualmente) insieme ai miei compagni della RUN FOR EVER quindi non posso tirarmi indietro (non l’ho mai fatto non lo farò certo oggi!) e perciò indosso la maglietta della Società con il pettorale e con tutte le buone intenzioni (che si riveleranno vane). Per chi che come ma a causa degli impegni lavorativi e famigliari non può fare tutte le gare che vorrebbe, ma è costretto sceglierne solo alcune, non è una novità allenarsi nello stesso momento in cui gli altri stanno facendo una gara dall’altra parte della città, pensando di correre virtualmente con loro. Ma questa volta è diverso, questa volta siamo tutti in gara. Virtuale sì, ma sempre una gara è. La prima cosa che noto è che sono spariti tutti i cani e i Jogger che affollavano il parcheggio nei mesi scorsi. Non vedo più sentinelle appostate ai balconi con il binocolo in una mano e il cellulare nell’altra o i giustizieri in macchina che gesticolano vistosamente nei miei confronti dandomi dell’appestatore (ma che ne sapete voi). Vabbè poco importa, solitario comincio la mia gara come al mio solito “a cannone” per poi pentirmi dopo due chilometri e rallentare vistosamente. Capisco subito che oggi non è giornata e al 5° km la settimana di dieta chetogenica comincia a sentirsi sulle gambe. Ma stringo i denti e vado avanti perché devo fare il tempo, non posso arrivare ultimo, devo arrivare prima di Fabrizio per poi leggere le prese in giro di Milena nei sui confronti sul gruppo e le sue risposte al vetriolo. Quindi con il sorriso stampato sul volto continuo imperterrito a correre, con i pochi passanti che mi guardano correre e ridere da solo pensando che sia pazzo (ma che ne sapete voi). Al 7° km arriva il tracollo psico-fisico e comincio ad avere le prime visioni. Si affianca Enrico che mi dice “io faccio altri 500 metri e poi rallento”, per poi finire la gara davanti a te e dire “che ne so tu tiravi e allora tiravo anche io” (ma che ne sapete voi). In lontananza vedo Claudio e penso di raggiungerlo, ma poi mi ricordo di quando ci ho provato e me ne sono pentito amaramente (ragazzi non vi fidate mai dei sessantenni!). continuo agonizzante e sul ciglio della strada vedo Michelangelo e Mister Greco che mi indicano il polso facendo il gesto del tempo. Se, se, ma che ne sapete voi!! Cominciano i miraggi e vedo un ristoro con Marco e Monica che mi offrono il loro miele. Purtroppo e solo un miraggio. Sono stremato ma devo continuare. Stringo il santino di San Canio da Potenza protettore delle schiappe che tengo in mano e vado avanti. Ormai il tempo è un accessorio, Bizio si è salvato dalla gogna mediatica, ed il cucchiaio di legno questa volta è mio di diritto. Anche se è la gara di pinocchio non posso accampare la scusa di aver dovuto aspettare Roberta che si è infortunata. Potrei attaccarmi a una delle 100 scuse del podista alle quali ne porti aggiungere altrettante. Al 9° km ecco il muro. Lo conosco bene. Lo conosciamo tutti. Che tu stia al 9° al 18° o 35 Km è sempre un muro gigantesco che devi superare con la testa e non con le sole gambe. Allora improvvisamente vedo che mi raggiungono Billy, Florio, Felice, Giovanni, Pasquale, Valeria e tutti gli altri e la fatica comincia a sentirsi sempre meno. Negli ultimi metri l’apoteosi. Vedo sul traguardo il Presidente che mi sventola il tesseramento per il 2021, allora non penso più alla gara ma solo ad andare a casa a fare il bonifico. Concludo la gara (ma non faccio il bonifico). Non è stata facile ma è stato comunque divertente farla pensando a tutti i compagni che l’hanno corsa insieme a me, perché si può essere uniti anche stando lontani. E se il buon Emanule ci porta orgogliosamente sul podio delle gare agonistiche noi, tutti insieme, possiamo salire su quello della solidarietà. Perché?

Perché WE RUN FOR EVER!!! E ora lo sapete anche voi.

 

Questo è lo sport, questo è il podismo, questa è la Runforever Aprilia.

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