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Impianto sportivo via Tiberio, Aprilia Volley: “Delusione e amarezza, il Comune si confronti con le società”

APRILIA – Un bando andato deserto, un impianto sportivo nuovo destinato a rimanere chiuso ancora per chissà quanto tempo e polemiche a non finire. La città di Aprilia continua ad avere molti problemi con lo sport e l’impiantistica. L’ultimo caso a far rumore è la struttura pressostatica di via Tiberio realizzata con soldi Pnrr, oltre un milione e 700mila euro spesi per renderlo fruibile alla comunità. Il comune di Aprilia ha redatto il bando alcuni mesi fa ma, all’apertura delle buste, neanche un’offerta. Le società sportive apriliane, che pure sono alla disperata ricerca di una casa, si sono guardate bene dal partecipare. Il motivo? I costi esorbitati per la gestione dell’impianto di via Tiberio previsti dal bando. E oggi, quella che doveva essere una struttura pronta per essere utilizzata dal volley, dal basket, dal calcio a 5 e dalle arti marziali, rimarrà chiusa ai giovani della città ancora per chissà quanto tempo. Una sconfitta per tutti. Un epilogo che rischia di trasformare l’impianto di via Tiberio in un nuovo palazzetto dello sport, in una cattedrale nel deserto. Erano diverse le società che erano interessate alla sua gestione, tra queste l’Aprilia Volley number one che oggi gareggia allo Sporting village. “Come presidente di Aprilia Volley – attacca Marco Braccini – esprimo grande amarezza per l’esito di questo bando. Non perché una società non abbia ottenuto la gestione dell’impianto, ma perché ancora una volta perde la città. Ad Aprilia esiste da anni una grave carenza di strutture sportive. Decine di associazioni lavorano ogni giorno tra sacrifici, spazi insufficienti, liste d’attesa e orari impossibili pur di garantire a bambini e ragazzi la possibilità di praticare sport. In questo contesto, vedere un impianto nuovo, realizzato con importanti risorse pubbliche, rimanere chiuso è una notizia che non può lasciare indifferenti. Il bando andato deserto non deve essere letto come una mancanza di interesse da parte delle società sportive. Al contrario, dimostra che chi opera quotidianamente nel mondo dello sport ha ritenuto le condizioni economiche e gestionali difficilmente sostenibili. Le associazioni sportive non sono aziende che producono utili: sono realtà che reinvestono ogni risorsa nei giovani, nell’educazione, nell’inclusione e nella crescita del territorio. Come è possibile che in una città affamata di impianti sportivi nessuno abbia ritenuto sostenibile gestire una struttura nuova?”. Ed il rischio è quello di aggiungere un’altra cattedrale ad Aprilia, fatto inaccettabile per centinaia di ragazzi e famiglie che attendono spazi adeguati per allenarsi e svolgere un’attività sportiva. “È arrivato il momento di aprire un confronto concreto tra amministrazione e associazioni sportive – conclude Marco Braccini – ascoltando chi vive ogni giorno le difficoltà del settore. Lo sport non è una spesa da sostenere, ma un investimento per la comunità. Ogni palestra aperta significa educazione, inclusione, aggregazione sociale e opportunità per i giovani. Aprilia non ha bisogno di impianti chiusi. Ha bisogno di impianti vivi, pieni di ragazzi, allenatori e famiglie. Per questo auspico che il bando venga rapidamente rivisto e reso compatibile con la realtà del nostro tessuto sportivo”.

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