SCUOLA

Pubblichiamo la lettera scritta dopo l'esperienza didattica di Nicola D'Agostino

Viaggio ad Auschwitz, la commovente lettera di uno studente di Aprilia

Nicola frequenta la Terza D dell'Istituto Gramsci.

APRILIA – Tra i 38 studenti delle scuole medie apriliane che si sono recati in visita al campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia, in occasione della Giornata della Memoria c’è Nicola D’Agostino, Terza D dell’Istituto Gramsci.

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Aprilia,  rientra all’interno dei Viaggi della Memoria, lanciati dal MIUR e poi sposati da istituti e Città italiane. Nicola, colpito dall’esperienza didattica, ha voluto mettere nero su bianco le sue emozioni ed il suo pensiero sul viaggio, sulla storia e sulla vita. Uno scritto che aiuta tutti a riflettere.

VIAGGIO DELLA MEMORIA

Qualche giorno fa sono stato in Polonia, a visitare il campo di concentramento di Auschwitz e Birkenau; è stata un’esperienza che mi ha segnato nel profondo del cuore. Stando in quel macabro luogo si provano delle emozioni fortissime, che ti levano il respiro. Personalmente posso dire che certe cose, come questa, vanno viste con i propri occhi, perchè studiando la storia, guardando foto, film, ci si immedesima, ma mai come quando si calpesta un luogo in cui anni prima hanno perso la vita milioni esseri umani. Dico esseri umani e non ebrei perchè è la stessa cosa; non c’è alcuna differenza tra tedeschi, ebrei, italiani… Quelle, sono persone, che per qualche arcano motivo hanno perso tutto, oltre che la vita anche la propria identità, il proprio essere, ossia quello che tutti abbiamo e dobbiamo avere per sempre.

Varcata la porta con su scritto la fatidica frase “ARBEIT MACHT FREI”,qualcosa dentro di me è cambiato. la cosa che ci si chiede subito è “Perchè?”, “Come possono delle persone fare questo a dei loro simili, considerati inferiori?”, “E fossi stato io a trovarmi in quel posto cosa avrei pensato della vita e dei nostri simili?”. Mi sono reso conto che una risposta non esiste. L’unica cosa che posso confermare è che se tutti capissero e guardassero, cose del genere non accadrebbero mai più. Tutti i ragazzi devono trovarsi di fronte a quello che ho visto con i miei occhi e non solo i più meritevoli. Devono capire, riflettere.

Vedendo gli oggetti di tutte le vittime, ma soprattutto tonnellate di capelli, mi hanno tolto le parole non so per quanto tempo. Avevo i brividi, camminavo, guardavo e pensavo. Sulle valigie c’erano i nomi degli ebrei arrivati ad Auschwitz con la speranza di vivere, di tornare nelle proprie case; speranza che è durata pochi giorni, settimane.

Per me è stato terrificante pensare che ogni singolo oggetto rappresenti una vita innocente volata via,come una leggera e brutta foglia.

A Birkenau tutto è rimasto come all’ora, l’Entrata della morte in cui arrivava il treno, le baracche di legno con i letti a castello, le macerie delle camere a gas. Questo è stato il posto più crudo per me, la neve ricopriva tutto l’orizzonte, la fine del binario non si vedeva, mi è sembrata la metafora di come quelle persone erano ignare del loro destino, di quello che le aspettava. Bisogna andare avanti, ma ricordare

Per non dimenticare…

 

Nicola D’Agostino 

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