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Percorsi 132 chilometri di corsa lungo la via degli Dei

DA BOLOGNA A FIRENZE DI CORSA: IMPRESA DEGLI APRILIANI SPIRITO E BRAGA

APRILIA – In questo 2020 tetro per i noti fatti di cronaca, con la pandemia che ha immobilizzato il paese per svariati mesi, si è visto di fatto l’annullamento di tutti gli eventi sportivi probabilmente per tutto l’anno in corso. Cambiando dunque gli obiettivi stagionali,  due atleti apriliani di spicco nei loro rispettivi sport, Simone Spirito nelle Spartan Race ed Alessandro Braga nel Triathlon, hanno deciso di unirsi ad una spedizione composta da altri 3 atleti, Paolo Capriotti, Steven Allevi e Aldo Menichini, alla conquista della Via degli Dei, un percorso che collega le città di Bologna e Firenze percorrendo l’Appennino. Un percorso che di default è suddiviso in 7 giorni, ma che quasi tutti completano in 5 tappe, prevedendo 130 km e 5000 metri di dislivello positivo. L’impresa dei nostri ragazzi è stata quella di percorrere l’intero percorso con una sola notte di riposo, partendo Sabato 24 luglio ed arrivando a destinazione Domenica 25,  riuscendo a completare la distanza, considerando anche il caldo e che non fosse una gara, in un tempo attivo di corsa di 19 ore e 17 minuti. Moltissimi sono stati i fattori da curare in una distanza cosi impegnativa: la gestione dell’alimentazione, dovendo reidratarsi con acqua e Sali Minerali ogni 20 minuti, il cibo, con l’organizzazione dei pasti e degli snack ogni 40 minuti. Altro fattore fondamentale è stato quello della scelta dell’abbigliamento, con il problema delle vesciche che poteva compromettere da un momento all’altro la spedizione. Fortunatamente per i nostri due concittadini non ci sono stati problemi di nessun tipo e sono riusciti a trainare il gruppo Da Piazza Maggiore a Bologna sino a Piazza della Signoria a Firenze dominando a pieno questo percorso molto ostico e pieno di ‘insidie’.

“Simone come è stato il percorso, quali parti ti sono piaciute di più?”

“Sono stato affascinato dai paesaggi che offre il nostro paese, il percorso è veramente spettacolare, si passa da campi di grano, a montagne come il monte Adone, santuari come quello di San Luca, foreste che assomigliano in piccola parte ai parchi americani, e dei paesini molto accoglienti che guardavano con curiosità tutte le persone che intraprendono il cammino. E’ stata un’esperienza magnifica che consiglio veramente a chiunque voglia mettersi in gioco e scoprire l’animo più naturale del nostro paese, Una full immersion per riprendere ossigeno dalla tecnologia, dalle mode e dai luoghi comuni che caratterizzano la società odierna’.

“Alessandro cosa è stata per te questa esperienza e cosa ti riporti a casa?”

‘E’ stato un rompere le righe, uscire dai confini stretti e imposti dalla società, un vero e proprio rispecchiarsi nel nostro vero IO. Nelledifficoltà incontrate, ho apprezzato ogni singolo momento, colore e odore della montagne del bosco; ho amato ogni singolo centimetro di salita. “La fatica è stata la mia miglior insegnante e mi ha fatto conoscere la sua collega, la MONTAGNA.” ‘Consiglio a tutti un’esperienza del genere perché non si è mai abbastanza se stessi se non si gioca con le proprie paure.’

Questa parentesi da ultrarunner per i nostri due atleti è per ora chiusa, riprendendo quindi gli allenamenti nelle loro rispettive discipline, ma siamo sicuri che non mancherà modo di rivederli in qualche altra impresa dove porteranno il nome della città di Aprilia nell’Italia e nel Mondo.

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