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Intervento del Tribunale del malato di Aprilia

Aprilia – 2 medici di famiglia in pensione, caos alla Asl per il cambio del dottore

Frollano: due persone non possono esaudire con 3 giorni alla settimana questa mole di lavoro

Bastano due cambi medico per mandare nel panico la Asl di Aprilia. E’ quello che sta succedendo in questi giorni al poliambulatorio di via Giustiniano. Due medici di base hanno raggiunto il pensionamento. e 3000 cittadini di Aprilia stanno effettuando il cambio medico. Risultato? L’ufficio preposto, gestito da due impiegate, sta affogando.  “Eh sì….. non impariamo mai, o forse non vogliamo. Questo è il dubbio che sorge spontaneo,  dopo che non più tardi di tre mesi fa il TDM ha denunciato l’urgenza di mettere in essere un piano per gestire con tempi brevi e certi il cambio di medico quando questo va in pensione e lascia i sui circa 1500 pazienti scoperti dal Servizio Sanitario pubblico fino a quando non viene scelto il sostituto. In  questi giorni, scrive Claudio Frollanto del Tdm di Aprilia,  le sole due persone presenti in ASL, deputate tra le altre cose a registrare la scelta e la revoca medico, oltre alle consuete circa 200 domande settimanali, si ritrovano a cercare di soddisfare la richiesta dei 3000 cittadini che dal primo di gennaio si ritrovano senza medico di famiglia(MMG). Come si può pensare che due sole persone riescano, nei tre giorni a settimana riservati al servizio di cambio del medico, a soddisfare l’esigenza immediata che hanno più di 3000 cittadini?”.

“La Regione, continua,  che è a conoscenza di questi problemi e sicuramente ha o dovrebbe avere una visione generale del perché nella maggioranza dei casi il cittadino viene a conoscenza solo il giorno prima, se non addirittura il giorno dopo, che il proprio medico di famiglia ha lasciato scoperta la posizione, non interviene procedurando le uscite dei medici, ad esempio obbligandoli ad avvisare i propri pazienti con congruo anticipo e dare quindi la possibilità al cittadino di scegliere in tempo un nuovo medico, evitando così di riversarsi tutti nello stesso momento negli uffici della ASL.  Non è un provvedimento difficile da prendere e non può essere una sorpresa per l’organizzazione ASL prevedere quando un medico lascerà il servizio perché va in pensione. In attesa quindi che chi di dovere  si applichi per risolvere questo problema che da ora in poi, considerata l’età media dei medici di famiglia, diventerà la norma. Il primo febbraio, ad esempio, è già pronto a lasciare un altro medico, ergo altri 1500 pazienti avranno urgenza di sceglierne uno nuovo. Vorremmo inoltre suggerire di istituire un servizio presso la Asl per gestire i casi dei pazienti che hanno urgente bisogno di farsi prescrivere farmaci perché ne sono rimasti sprovvisti, in attesa di poter effettuare il cambio medico”.

“Come accennato dal TDM, lo scorso 16 dicembre all’assessore Dr. D’Amato, in occasione dell’inaugurazione della Casa della Salute di Aprilia, è tempo di riorganizzare tutte le attività, specialmente quelle amministrative, che non sembra ma sono gli ingranaggi che fanno muovere il complesso motore della macchina “sanità pubblica”. Tante persone sono andate in pensione lasciando uffici deserti, portando con sé la loro esperienza e quasi sempre senza averne gestito il cambio di consegne, ma ….a chi? Poi… l’informatica è cambiata e tanto aiuto può sicuramente arrivare da questa. Sicuramente molte attività ed operazioni che si facevano e si fanno forse sono superate. Quando ci si occuperà di riscrivere le job description degli operatori? E rimettere in discussione chi fa cosa e come? Le poche persone rimaste sono allo stremo e non è nè giusto nè tantomeno corretto far pesare tutte queste inefficienze sulle loro spalle. Siamo sicuri che se solo ci fosse quindi la volontà di risolvere queste problematiche, le risposte in termini di suggerimenti e miglioramenti per rendere il sistema sanità efficiente possono arrivare dagli attuali anche se sottodimensionati addetti ai lavori. Valorizzare le persone attraverso il coinvolgimento proattivo ed il lavoro di squadra è stata la chiave di svolta per il successo delle aziende private già dall’inizio degli anni 90. E’ forse ora di esportare questa esperienza anche nel pubblico”.

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