L’ennesimo strappo interno. Al congresso del Partito democratico di ieri l’area dei “civatiani” che fa riferimento a Vincenzo Castrillo, Rita Antonelli, Filippo Treiani, Alessio Orlando e Riccardo Toffoli, non ha partecipato ai lavori, ritirando la propria mozione. Un gesto forte, di protesta verso un modus operandi non gradito. “La lista “voto per l’alternativa” – spiega Riccardo Toffoli – non ha ritenuto di non partecipare alla fase congressuale per l’elezione dell’unione comunale del Pd di Aprilia. I componenti della lista e i suoi sostenitori lamentano la grave assenza di dibattito democratico del coordinamento del circolo Aprilia Centro di cui si chiedono le immediate dimissioni, per la gestione di tutto il processo congressuale che ha di fatto trasformato il momento più importante di discussione politica interna al partito in un votatoio. Nonostante siamo stati propositivi nelle dinamiche precongressuali, la maggioranza ha ritenuto di dover usare la forza muscolare sia nella fase precongressuale e sia, con metodi e atteggiamenti ancor più ostili, in apertura del congresso. La nostra area si è fatta promotrice di una commissione ristretta che potesse portare ad una lista unitaria da presentare al congresso. Questa commissione è saltata perché da una parte l’area centrista non si è presentata all’incontro e dall’altra le altre due aree hanno ritenuto di non dover iniziare un percorso senza la presenza di quell’area. Sono iniziate le trattative di parte a cui la lista non si è sottratta. Anche in questa occasione, abbiamo espresso la nostra disponibilità di rinunciare ad un percorso autonomo se ci fosse stata la volontà di una lista unitaria così come del resto avviene in altre realtà della provincia di Latina. Anche questo passaggio è stato disatteso. Avremmo voluto presentare in un clima sereno, propositivo e dialogante il nostro percorso autonomo “voto per l’alternativa” frutto di un lavoro di sintesi e passione politica che ci accomuna per quella che riteniamo con forza essere la nostra casa: il Partito Democratico”. “Purtroppo, invece, – continua Toffoli – abbiamo riscontrato da parte del coordinamento del circolo forme di chiusura nei nostri confronti e nei confronti dei temi che avevamo portato a discussione. Primo fra tutti le modalità con cui si è arrivati al congresso. Nel regolamento approvato dalla direzione provinciale, è chiaramente scritto all’articolo 1 che le modalità di svolgimento dei congressi sarebbero dovute essere decise dal direttivo di circolo. Direttivo che non è stato mai convocato. Le decisioni sui lavori del congresso sono state prese in via esclusiva dal coordinatore. Ben poca cosa di fronte ad un partito spaccato e che non vuole dialogare. Non ci facciamo insultare a casa nostra. Per questo, con grande amarezza e con molta delusione, abbiamo ritenuto opportuno di non presentare la nostra lista e di non partecipare al dibattito congressuale né alle fasi di voto. Non capiamo come oggi si possa eleggere un segretario che non rappresenta tutto il partito e che quindi, non avrà l’autorità già da ora a parlare in nome e per conto di tutto il Partito Democratico. Un Pd debole non è utile né a se stesso né alla città di Aprilia”. Poi a elezioni terminate, i rappresentanti dell’area Civati hanno voluto commentare i risultati. “I risultati di ieri – conclude Riccardo Toffoli – confermano i nostri dubbi. Al Circolo Aprilia Centro hanno votato 173 persone su un totale di 343 aventi diritto. Il 50% di tutti gli iscritti al Circolo non si è recato a votare. Il partito ha scelto un percorso vecchio nei metodi e nelle proposte che non è stato assolutamente percepito come rinnovamento dai suoi stessi iscritti figuriamoci se può esserlo dai cittadini di Aprilia. Dopo il risultato deludente alle elezioni amministrative che ha portato il più importante partito nazionale ad un misero 6%, i cittadini di Aprilia, gli scontenti, i civici delusi dal centrosinistra si aspettavano un rinnovamento della classe dirigente del partito locale. Invece la maggioranza interna al Pd ha continuato nel solito percorso, sperando così come ha sperato in campagna elettorale, che un volto nuovo alla politica dei media, potesse mascherare la vecchia politica. Oltre a riproporre i vecchi schemi e le vecchie alleanze, la maggioranza del Pd è riuscita con metodi e modalità ostili, ad estromettere anche l’area di sinistra del partito che aveva portato finora una ventata di novità e di libertà rispetto alle stantie e logore dinamiche provinciali. Il forte astensionismo che risulta dalle consultazioni per l’elezione dell’unione comunale di ieri, dimostra che persino gli iscritti del Pd sono stanchi delle solite logiche del partito e che, quindi, i dubbi della nostra lista fossero fondati”.
La lista che fa riferimento a Toffoli, Treiani, Castrillo e Antonelli non ha partecipato al congresso del Pd
Lo strappo dei “civatiani”
"Il futuro segretario non rappresenta e non potrà parlare per l'intero partito democratico"
12 Maggio 2014
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