POLITICA

Il centrosinistra contesta le nuove aliquote Imu e Tasi approvate dalla maggioranza in consiglio comunale

“Salasso per famiglie e imprese”

Pd e Sel: "La maggioranza colpisce duramente i più deboli mentre salva le fasce più ricche"

“Un nuovo salasso targato Imu e Tasi per famiglie e imprese apriliane”. Dopo l’approvazione delle aliquote per il 2014 per le tasse sulla casa e sui servizi e rifiuti, avvenuta durante l’ultimo consiglio comunale, l’opposizione di centrosinistra denuncia nuovi rincari per i cittadini apriliani. “Partiamo dalla Tasi – spiegano i consiglieri del partito democratico Vincenzo Giovannini e Monica Tomassetti e la consigliera di Sel Carmen Porcelli – ovvero il nuovo tributo sui servizi indivisibili che andrà a finanziare i costi per la polizia locale, manutenzione del verde urbano e la pubblica illuminazione pari secondo le indicazioni dell’amministrazione ad oltre 2,5 milioni di euro. Il nuovo balzello colpirà in virtù delle decisioni adottate dal consiglio comunale la prima abitazione degli apriliani con l’aliquota massima pari al 2,5 per mille. Non sono state confermate le detrazioni per i figli a carico che nel 2013 erano pari a 50 euro e viene dimezzata la detrazione base che passa dalle vecchie 200 euro fissate nel 2013 a solo 100 euro. Chi lo paga il conto? E qui il paradosso diviene insostenibili. Infatti, a pagare saranno chi ha una abitazione di minor pregio e i nuclei familiari con maggiori componenti. Così una bella abitazione con un ampio valore di mercato con una rendita catastale pari a 1.200,00 ed abitata da due sole persone andrà a risparmiare con la Tasi decisa dall’amministrazione Terra ben 202 euro, mentre una casa di minor valore e con rendita catastale pari ad euro 300 ed abitata da un nucleo familiare composto da 4 persone non avrà nessun risparmio, anzi dovrà pagare 26 euro in più”. Ma nei giudizi negativi del gruppo di opposizione rientrano anche le nuove aliquote dell’Imu. “Altro tasso dolente è l’Imu – continuano i tre rappresentanti dell’opposizione – che quest’anno colpirà tutto cio’ che non è prima abitazione ovvero seconde case, capannone industriali, negozi e laboratorio artigianali. L’amministrazione ha ben deciso di portare al massimo l’aliquota ovvero di applicare quel 1,06 per cento che renderà più gravoso il fisco locale per le molte attività produttive presenti nel nostro territorio. Solo per citare alcuni numeri un capannone industriale con una rendita catastale pari ad euro 3 mila euro andrà a pagare ben 430 euro in più rispetto a quanto pagato nel 2013, un piccolo negozio con una rendita di mille e ottocento euro dovrà aumentare il suo esborso per ben 220 euro aumento che passa a 463 euro nel caso di un piccolo laboratorio artigianale. Ecco’ il senso della politica fiscale dell’attuale amministrazione ovvero colpire chi ha meno e quelle attività produttive più colpite dalla crisi ovvero piccoli negozi e laboratori artigianali”. Il centrosinistra nel corso del dibattito consiliare ha fortemente contestato l’approccio della maggioranza, proponendo degli emendamenti tutti respinti dall’esecutivo. In particolare il gruppo dell’opposizione aveva proposto di ridurre l’aliquota Tasi ad 1,25 per mille per le famiglie con un Isee inferiore a 15 mila euro, azzeramento dell’aliquota per chi ha perso il lavoro o attualmente sia titolare di un di trattamento a sostegno del reddito (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e Straordinaria, Indennità di Mobilità, A.s.p.i. e mini A.s.p.i.), analogo il trattamento previsto per i titolare di pensioni sociale. Infine, sempre in materia di Tasi si è proposto di reintrodurre la detrazione per i figli a carico. Emendamenti sono stati proposti anche in tema di Imu con una riduzione delle aliquote per i piccoli negozianti e laboratori artigianali ed un inasprimento a carico dei centri commerciali ed impianti di produzione di energia elettrica (Turbogas). Proposte respinte al mittente dalla maggioranza Terra che ha preferito non modificare il documento portato dall’assessore alle Finanze Mastrofini

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