«La gestione della posta elettronica istituzionale del Comune di Aprilia è al vaglio del garante della Privacy e l’amministrazione comunale dovrà fornire entro il 31 ottobre prossimo spiegazioni all’Autorità competente sulle modalità di assegnazione delle credenziali di autenticazione per l’accesso alla posta elettronica, ovvero la password. Evidentemente la mia segnalazione non era proprio campata in aria. Il Comune di Aprilia provveda piuttosto ad adeguarsi alle norme che disciplinano il Codice di protezione dei dati personali e a gestire con professionalità la comunicazione e il sito istituzionale dell’ente». La consigliera comunale di Sel, Rifondazione e Primavera Apriliana Carmen Porcelli ha ricevuto ieri pomeriggio per conoscenza la comunicazione di richiesta informazioni dal Garante per la Privacy per la Procedura di gestione delle credenziali di autenticazione alla casella di posta elettronica istituzionale. L’autorità che interviene sul rispetto della privacy dei cittadini ha infatti accolto la segnalazione dell’esponente del centrosinistra ed ha avviato la procedura di accertamento. «Qui parliamo del mancato rispetto di una norma – spiega il consigliere di Sel – che può avere ripercussioni più ampie di quel che si pensa, poiché in questa maniera non solo viene violata la privacy del consigliere comunale, il quale volesse gestire la propria corrispondenza in maniera anche impropria avrebbe comunque a disposizione un account privato personale con altro diverso da aruba, ma anche quella di un cittadino che volesse segnalare ad un amministratore un disservizio, una notizia: chiunque può entrare nel mio indirizzo di posta elettronica. Allora che senso ha averne uno personale? Non voglio credere che ci sia il dolo, sarebbe davvero deprimente, ma molta improvvisazione sì, questo sì». «Ben due segnalazioni, la prima ad ottobre 2013 inviata per conoscenza anche in Procura e la seconda a febbraio di quest’anno – continua Carmen Porcelli – per segnalare quello che a mio avviso, ma perché lo dicono le norme che disciplinano la materia, era un abuso della segretezza e della privacy dei consiglieri. Ciascun consigliere comunale ha a disposizione un indirizzo di posta elettronica con il proprio nome per ricevere comunicazioni istituzionali, come le convocazioni dei consigli comunali e delle commissioni, oppure inviti per eventi istituzionali (a dire il vero pochi). L’indirizzo di posta elettronica è personale, è composto dal nome del consigliere comunale, ed è pertanto necessario che ciascuno inserisca una password, modificandola con frequenza, personale. A me è stato invece comunicato che la password non è possibile modificarla. Ho anche chiesto ad un esperto ma lo stesso mi ha comunicato, cosa confermata dagli uffici comunali, che era impossibile modificarla. Nessuno in questi mesi dal comune, pur essendo nota la mia informativa al Garante mi ha chiamata per avere chiarimenti, anche perché paradossalmente non esiste un amministratore, un responsabile della gestione del servizio; ma neanche la parte politica. La reazione alla mia nota è stata quella di fare spallucce. Non ci si può arrogare la presunzione di rappresentare la legalità e la trasparenza quando si ignorano le norme. Questa è appunto solo presunzione».
Dopo la denuncia della consigliera di Sel interviene sul caso l'autorità competente
Privacy violata, Comune nel mirino del Garante
Porcelli: "La gestione della posta elettronica dell'ente di piazza Roma al vaglio del Garante per la privacy"
16 Settembre 2014
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