POLITICA

In commissione discusso il nuovo regolamento sugli scarichi che interesserà le borgate apriliane

Periferie, parte la lotta all’abusivismo

Gabriele: "Siamo tra i primi dieci comuni d'Italia interessati dal fenomeno. Ora la svolta". Giovannini (Pd): "Documento che favorirà solo nuove costruzioni"

Una svolta epocale. Uno strumento per dare inizio alla riqualificazione e per affrontare l’emergenza ambientale, legata al triste fenomeno dell’abusivismo, nelle periferie apriliane. Il nuovo regolamento sugli scarichi che ieri mattina è stato discusso nella commissione congiunta urbanistica e ambiente, nasce dall’esigenza, non più rimandabile, di condurre una vera e propria lotta all’illegalità. Dopo la creazione di normative nazionali più stringenti e che non consentono più scarichi a dispersione e a tenuta, gli impianti non ancora adeguati dovranno esserlo per la fine del 2015 e prima di essere attivati dovranno essere ovviamente autorizzati dall’ente comunale. Il regolamento presentato dall’amministrazione, inoltre, contiene una scelta forte, quella cioè di legare le nuove autorizzazioni agli scarichi al rilascio dei permessi a costruire, alla concessione in sanatoria e a tutti gli altri titoli abilitativi. Una presa di posizione che andrà ad incidere sia sulle abitazioni esistenti che su quelle che verranno realizzate nel prossimo futuro. “Dobbiamo affrontare questa emergenza ambientale – spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Franco Gabriele – abbiamo parlato con le associazioni ed i consorzi sia dei diritti che dei doveri dei residenti. Aprilia è tra i primi dieci comuni in Italia interessati dal fenomeno dell’abusivismo. Per questo è necessario aprire una nuova fase, dare una svolta epocale. O cambiamo la cultura di questo territorio oppure la città non si salva. Questo regolamento è uno strumento propedeutico alla variante di recupero. Penso che grazie a questo documento faremo un passo in avanti nella lotta all’abusivismo. Risolvere il dramma dell’inquinamento e riqualificare le periferie sono obiettivi prioritari di questa amministrazione comunale”. Un parere nettamente contrario al documento presentato in aula dall’esecutivo è arrivato dal consigliere del partito democratico Vincenzo Giovannini. “questo regolamento – tuona l’esponente dell’opposizione – è stato predisposto soltanto perché non sono stati rilasciati nuovi permessi a costruire essendo la variante di recupero impantanata da diversi mesi. Sono convinto che andremo solo ad appesantire ulteriormente una situazione già grave da un punto di vista ambientale e che non ha bisogno di ulteriore cemento. Oltretutto prima di rilasciare nuove autorizzazioni, sarebbe opportuno portare i servizi a chi già ci abita nelle periferie. La variante di recupero aveva creato delle attese che non sono state mantenute. Se vogliamo difendere il nostro territorio dall’abusivismo e dall’inquinamento basterebbe far osservare le leggi e le normative esistenti”.

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