POLITICA

La crisi sanitaria e sociale secondo Sinistra Anticapitalista Aprilia

APRILIA – Sicuramente il 2020 sarà ricordato per la pandemia mondiale da Coronavirus e difficilmente riusciremo a gettarcela alle spalle con l’anno appena iniziato.

La pandemia ha messo in luce le contraddizioni della società in cui viviamo toccando tutti gli aspetti della vita, non soltanto quelli legati strettamente alla salute e ai contagi. Le conseguenze sociali, economiche e anche psicologiche innescate con la crisi sanitaria avranno effetti anche sul lungo periodo e probabilmente le ricadute più pesanti e pericolose devono ancora manifestarsi.

Dobbiamo quindi perdere ogni speranza di miglioramento delle nostre condizioni di vita? Purtroppo, se le problematiche appena elencate verranno gestite come sono state gestite finora, le condizioni della stragrande maggioranza delle persone non potranno che peggiorare.

Negli ultimi quarant’anni abbiamo assistito ad una progressiva erosione dei diritti conquistati faticosamente grazie alle dure lotte degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Governi di centrodestra e centrosinistra hanno adottato controriforme economiche e sociali a vantaggio di pochi attraverso lo strumento delle privatizzazioni di settori pubblici e dei servizi essenziali come trasporti, scuola, sanità e beni comuni. Hanno smantellato la sanità pubblica con enormi tagli di risorse economiche, con la chiusura di ospedali e presidi medici, con il peggioramento delle condizioni di lavoro del personale sanitario perennemente sottorganico e precario, come abbiamo avuto modo di verificare in questi mesi con l’emergenza Covid19. Hanno adottato controriforme del mercato del lavoro peggiorative in termini di precarizzazione ed instabilità lavorativa, aumentando lo sfruttamento e diminuendo le tutele per i lavoratori e le lavoratrici. Hanno stravolto interi territori e l’ambiente in nome del profitto, che è rimasto sempre l’elemento cardine delle priorità dei vari governi che si sono succeduti negli anni.

In questo contesto generale, i diritti individuali e sociali, condizioni di vita decenti, la tutela della salute e dell’ambiente rappresentano un intralcio alla via del mercato e del profitto e quindi degli ostacoli da eliminare.

La gestione di questa pandemia non ha fatto eccezione, anzi, ha messo in luce maggiormente gli aspetti più brutali di questo sistema economico e sociale in cui viviamo: il capitalismo. La priorità data agli interessi economici anziché alla salute delle persone ha causato e continuerà a causare moltissimi morti e continuerà a causare un impoverimento generalizzato delle fasce popolari mentre contemporaneamente si assiste ad un massiccio arricchimento dei già ricchi: i poveri saranno sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi.

Durante il “ferreo” lockdown di marzo, le fabbriche, anche non essenziali come quelle di armi, hanno continuato a produrre, costringendo molte lavoratrici e molti lavoratori a operare senza le condizioni minime di sicurezza, persino senza le mascherine.

Per quanto riguarda la scuola l’unica misura che si è praticata, inizialmente come misura emergenziale ed ora ordinaria, è stata quella della didattica a distanza (DAD) con tutte le conseguenze nefaste in termini di qualità e fattibilità dell’insegnamento, di diritti persi con lo smartworking e di ulteriore carico di lavoro per le donne sulle quali il lavoro di cura e le inefficienze del welfare viene scaricato.

Per le donne, poi, la pandemia ha significato anche un aumento della violenza, che non finirà però certo con la fine dell’emergenza, poiché la violenza e il patriarcato sono elementi portanti di questo sistema economico.

Anche nel nostro territorio, la situazione è in linea con le criticità appena elencate se pensiamo alla gestione privata ed inefficiente dei trasporti e della sanità, allo sfruttamento del lavoro, in particolare quello agricolo con il caporalato, alla precarietà diffusa e alle emergenze ambientali dovute a una gestione privata dei rifiuti e non solo, che mette al primo posto il profitto anche a scapito della salute e dell’ambiente.

Pensiamo che nell’affrontare queste tematiche si sarebbe dovuto e si sarebbe potuto fare in modo differente, mettendo al centro delle scelte politiche la tutela della salute e il miglioramento delle condizioni di vita di chi ha bisogno di lavorare per vivere.

Non è ancora troppo tardi per farlo, ma per riuscirci è necessario rompere gli equilibri di potere attuali basati sul privilegio e sullo sfruttamento delle persone, degli animali e della natura.

Ciò può avvenire esclusivamente attraverso un programma politico complessivo alternativo e anticapitalista:

–          assunzioni personale e investimenti nella sanità pubblica;

–          assunzioni personale e investimenti nella scuola pubblica, a cominciare dalla stabilizzazione del personale precario già operante;

–          reperimento spazi pubblici ed esproprio strutture private per nuove strutture sanitarie e scolastiche

–          potenziamento dei trasporti pubblici per raggiungere in sicurezza scuole e luoghi di lavoro

–          patrimoniale per i redditi più elevati, perché i ricchi comincino a pagare

Occorre un’inversione di rotta nelle privatizzazioni con la ripubblicizzazione immediata di servizi e beni comuni (sanità, scuola, trasporti, acqua, ecc.) eliminando la logica del profitto da ogni ambito delle nostre vite.

Sinistra Anticapitalista invita a costruire unitariamente questa radicale alternativa politica e programmatica, unica via di uscita per una società più giusta, senza sfruttamento, senza razzismo, senza patriarcato ed ecosostenibile.

Sinistra Anticapitalista Aprilia

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