POLITICA

Cinque consiglieri di opposizione, dopo la tragedia di lunedì, chiedono la testa dell'assessore all'Ambiente

“Kyklos, la Lombardi deve dimettersi”

La Pegna: "Impegni non mantenuti con i residenti". Porcelli: "Chiare responsabilità politiche"

Dopo la tragedia consumatasi lunedì scorso presso l’impianto della Kyklos, dove due lavoratori, Franco Lisei di 44 anni e Roberto Papini di 42, sono morti a causa delle esalazioni e dopo che nelle scorse ore il sostituto procuratore della Repubblica Luigia Spinelli ha disposto il sequestro dello stesso stabilimento, Vincenzo La Pegna consigliere di Aprilia valore comune, Giovanni Bafundi e Nello Romualdi del gruppo “Facciamo la differenza”, Carmelo Antonio Terzo del Pdl-Forza Italia e Carmen Porcelli di Sel hanno chiesto in consiglio comunale, attraverso una mozione, le immediate dimissioni dell’assessore all’Ambiente Alessandra Lombardi. Un attacco durissimo quello sferrato dai cinque esponenti dell’opposizione che accusano il membro della giunta di “gravissime superficialità gestionali”. “La Lombardi – spiega Vincenzo La Pegna – si era assunta nei mesi scorsi degli impegni davanti alla comunità di Sacida e Campoverde, promesse che sono state disattese. L’ente avrebbe dovuto farsi carico dell’installazione di nasi elettronici, di porre rimedio al problema delle continue emissioni odorigene che provocano forti disagi alla popolazione residente. Senza dimenticare che lo stesso assessore ha organizzato in questi anni manifestazioni con le scuole all’interno del sito della Kyklos, oggi posto sotto sequestro dalla magistratura per vagliare il rispetto delle norme di sicurezza. Ci sono gravissime responsabilità politiche a cui il delegato dell’esecutivo dovrà rispondere”. Sulla stessa linea l’esponente di Sel Carmen Porcelli. “Ci sono chiare responsabilità politiche – attacca la consigliera del centrosinistra – purtroppo in questi anni l’ente pubblico non sempre è riuscito ad arginare l’interesse dei privati. L’amministrazione troppo spesso si è trincerata dietro a delle scuse legate alle competenze. In quella zona ci sono persone che hanno problemi respiratori a causa dei forti odori, vomito e allergie. I disagi non nascono oggi. Chi ci da la sicurezza che quelle emissioni non siano altamente nocive? Su queste vicende serve più approfondimento. Invece l’assessore all’Ambiente si è dimostrata troppo superficiale”. A difesa dell’esponente dell’esecutivo arrivano le parole del sindaco Terra. “Non condivido questa richiesta di dimissioni – spiega il primo cittadino – fino al giorno dell’incidente non erano stati sollevati, dagli organi preposti come Asl ed Arpa, problemi di alcun tipo. Come ente siamo sempre stati attenti e meticolosi. Questa vicenda nasce nel 2009, la Kyklos è stata inaugurata in quell’anno. Purtroppo il comune poco può fare in queste situazioni visto che l’ente preposto a decidere è la provincia di Latina che ha già dato il suo benestare ad un ampliamento dell’azienda. Il nostro parere non è assolutamente vincolante. Le verifiche sulla sicurezza dei luoghi non competono al comune ne all’assessorato all’Ambiente. Alla Kyklos sono sessanta i comuni che conferiscono e l’impianto viene controllato dall’Arpa e dall’Asl quattro volte all’anno. Ora sarà importante capire cosa è successo lunedì scorso in quello stabilimento”.

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