POLITICA

Discussa in commissione una variante urbanistica da 60 nuovi alloggi su via Salieri

In arrivo l’ennesima colata di cemento

Pistolesi: "Ad Aprilia abbiamo fin troppi palazzi, la vera emergenza è legata ai servizi"

Altri sessanta appartamenti per centocinquanta persone. L’ennesima variante al piano regolatore che rischia di provocare una nuova colata di cemento in città. Stavolta i nuovi alloggi verrebbero realizzati su via Salieri, traversa di via Mascagni, proprio di fronte agli ex uffici dell’Aser. Il progetto è stato discusso questa mattina in commissione urbanistica e prevede un cambio di destinazione d’uso di un lotto destinato a servizi di circa 7mila metri quadrati. Su quattromila metri quadrati verrebbero realizzati gli alloggi, per una cubatura totale di circa 18 mila metri cubi. Da parte sua il privato come opera di compensazione si impegnerebbe sia a cedere all’ente comunale una sala museale di circa 350 metri quadrati (al primo piano dell’edificio) sia a realizzare, sui restanti tremila metri quadrati, una piazzetta pedonale che andrebbe a servire il quartiere. In aula sono piovuti, fin da subito, giudizi negativi non solo da parte dell’opposizione ma anche da frammenti della stessa maggioranza. In particolare si è detta contraria all’opera di edificazione la consigliere della Rete dei Cittadini Ornella Pistolesi. “Ad Aprilia non c’è una emergenza abitativa – spiega la Pistolesi – costruire ulteriori appartamenti, che poi con tutta probabilità resterebbero vuoti, non serve alla comunità. Inoltre quell’area è destinata a servizi. Non capisco perché si deve stravolgere ogni volta il piano regolatore con questi cambi di destinazione d’uso. Invece di realizzare altre palazzine bisogna portare i servizi”. Parole che hanno diviso la coalizione di governo, spaccatasi su questo nuovo progetto di edificazione. Ma le critiche per questa ennesima variante urbanistica sono arrivate, immancabilmente, anche dai gruppi di opposizione. Al centrodestra non è andato giù il cambio di destinazione d’uso del terreno. Per quell’area, infatti, il piano regolatore aveva previsto la realizzazione di servizi sanitari, sportivi, commerciali ma anche di strutture scolastiche. Ora, con la proposta di rendere edificabile quel lotto, il rischio è di aumentare la densità abitativa della zona senza fornire servizi adeguati alla comunità. “Il giudizio in passato su questo tipo di operazioni – afferma Roberto Boi del Nuovo Centrodestra – è stato sempre piuttosto negativo. Non possiamo realizzare nuove palazzine su aree destinate a servizi. Dobbiamo porre dei limiti a queste colate di cemento indiscriminate”. Dubbi e perplessità sul nodo compensazioni, invece, sono state sollevate dall’esponente del centrosinistra Carmen Porcelli. “Invece della sala di 350 metri da adibire a museo – propone la consigliera di Sel – forse sarebbe più opportuno che il privato realizzi una pista ciclabile che si colleghi con le altre piste previste, in varie zone della città, dal progetto Plus. Penso sia una buona alternativa che l’ente comunale deve valutare”.

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