POLITICA

CUP ASL Latina: 100 lavoratori senza stipendio – Giovanini: vergogna inaccettabile. Subito garanzie e internalizzazione del servizio

CUP ASL Latina: 100 lavoratori senza stipendio, vergogna inaccettabile. Subito garanzie e internalizzazione del servizio.
Apprendiamo dalla stampa che circa cento dipendenti del servizio CUP della ASL di Latina sono senza stipendio. Una situazione non più sostenibile. Parliamo di lavoratrici e lavoratori – per il 98% donne – impiegati in un servizio essenziale per migliaia di cittadini pontini, che ogni giorno garantiscono prenotazioni e accoglienza, e che oggi si trovano senza la retribuzione di luglio, con famiglie, mutui e bollette da pagare. Così

Italia Viva – Coordinamento Provinciale Latina Il presidente Vincenzo Giovannini,  La vicenda è nota: il servizio è appaltato ad la Cooperativa Sociale “Crescere Con” La stessa parla di crisi di liquidità e di attesa di fondi. La ASL di Latina, con una nota del 25 agosto, esclude ogni ritardo da parte della Pubblica Amministrazione e annuncia di aver inviato una formale diffida all’azienda esterna per il pagamento immediato delle spettanze, pena la violazione contrattuale. I sindacati, con CGIL in testa, hanno proclamato lo stato di pre-agitazione. Ma la diffida non basta. Come Italia Viva  esprimiamo totale solidarietà alle 115 famiglie coinvolte e chiediamo con forza: Pagamento immediato delle retribuzioni arretrate. Lo stipendio non è una concessione, è un diritto. Il lavoro svolto si paga e si paga puntualmente.
Vigilanza rafforzata della ASL e della Regione Lazio. Non ci si può limitare a dire “abbiamo pagato l’appaltatore”. Se la Regione paga, deve verificare che i soldi arrivino ai lavoratori. Il committente pubblico ha una responsabilità sociale. Stop alle esternalizzazioni selvagge. Avviare il percorso di internalizzazione del servizio CUP, come richiesto anche dal consigliere regionale La Penna. Non è accettabile che su un servizio pubblico essenziale si speculi sulla pelle dei più deboli. Quello che sta accadendo a Latina è il simbolo di un modello di sanità che scarica le colpe sempre sugli ultimi della catena”: .
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