POLITICA

I sostenitori del Movimento Cinque Stelle criticano l'esecutivo dopo l'installazione di alcuni ripetitori

Caos antenne, insorgono anche i grillini

"L'amministrazione non ha preso in considerazione gli strumenti normativi esistenti"

Sulla questione delle antenne spuntate in diverse parti del territorio comunale ed osteggiate dai residenti, il caso più clamoroso ha investito la zona abitativa di fronte l’ex Cral, intervengono pesantemente i sostenitori del Movimento Cinque Stelle che si scagliano contro l’amministrazione colpevole di non aver sostenuto la battaglia dei cittadini e aver favorito l’installazione del ripetitore di una nota compagnia telefonica solo per motivazioni economiche. “Ad oggi sappiamo che una mappatura delle antenne sul territorio comunale non esiste, così come non è mai stato avviato un vero monitoraggio affidato all’Arpa sull’elettrosmog – dichiarano i grillini – ma le antenne, nonostante questo piccolo particolare tornano a fiorire. Ma allora perché, mancando le uniche due prerogative per il rilascio delle autorizzazioni di nuove SRB (mappatura e monitoraggio), il comune rilascia permessi per la costruzione su spazi pubblici, senza informare e senza considerare la contrarietà dei (tanti) cittadini? La raccolta firme effettuata dal “comitato spontaneo contro l’antenna” e quella in corso del nostro meetup, per sensibilizzare i cittadini sul problema e per cercare di frenare i lavori in via delle margherite (purtroppo sono già terminati) ha totalizzato in poco tempo la cifra di 600 adesioni. 600 firme di protesta contro un’amministrazione sorda, che ora vorrebbe nascondersi dietro la scusa delle “armi spuntate”, giustificando l’istallazione di via delle Margherite come atto dovuto per legge, al quale il comune non può opporsi.
Ma le armi il comune ce le ha tutte e non sono affatto spuntate. Queste “armi” sono il regolamento di “collocazione antenne telefonia mobile su aree pubbliche”, approvato dal comune nel maggio 2011 e mai veramente applicato, sono nel “Principio di precauzione“, normativa europea che tutela il cittadino a fronte di decisioni che ne possano danneggiare la salute, e sono anche nel decreto legislativo 198/2002 (decreto Gasparri) dove si spiega chiaramente che il comune può opporsi all’istallazione di un impianto SRB, convocando una conferenza dei servizi. Ad oggi nessuna di queste “armi” è stata usata dal comune, che invece rimane incapace di dare risposte concrete a problemi di natura sanitaria ed ambientale, sempre più evidenti e rilevanti”. “Per questi motivi – continuano i grillini – il Meetup dei Sostenitori del M5S ad Aprilia, ha presentato richiesta d’accesso agli atti, per prendere visione della destinazione d’uso dei proventi ricavati dai pagamenti effettuati dai gestori per le antenne telefoniche ubicate su edifici pubblici dal 2011 ad oggi.Dopo 3 anni dall’entrata in vigore, ancora non è stato reso noto nessuno studio sulla quantità di elettrosmog che interessa il comune di Aprilia, tantomeno si conoscono ancora il numero di installazioni di SRB. Molte di queste antenne sono situate vicino zone sensibili come scuole o cliniche, ma anche in pieno centro abitato, esponendo cosi i residenti a continui bombardamenti elettromagnetici incontrollati.Anche a fronte dell’impegno preso dall’amministrazione durante l’ultimo consiglio comunale tenutosi il giorno nel convocare una commissione per una possibile modifica del regolamento sulle antenne, il nostro meetup continuerà la raccolta firme per l’affidamento all’Arpa del monitoraggio, una mappatura completa delle SRB sul territorio e la presa in carico da parte del consiglio comunale di una modifica al regolamento prendendo in considerazione: l’aumento della distanza tra un sito sensibile e un antenna, superiore a 200 metri; un monitoraggio preventivo in loco ogni qualvolta sia predisposta una nuova installazione; l’estensione degli automonitoraggi che, come da regolamento odierno vengono imposti solo ai gestori di antenne poste in prossimità di luoghi sensibili, a tutte quelle poste su edifici pubblici in prossimità o meno di zone a rischio. Un aggiornamento costante, tramite monitor, della frequenza di elettrosmog presente nel territorio, cosi da salvaguardare costantemente la salute della popolazione”.

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