Sulla “Giornata della Battaglia di Aprilia” interviene polemicamente anche la sezione “Vittorio Arrigoni” dell’Anpi locale. Una presa di posizione dura contro l’amministrazione comunale che lo scorso anno, al momento dell’istituzione dell’evento celebrativo, ha preferito non sottolineare e rimarcare le gravi responsabilità delle forze nazifasciste durante lo scontro per la liberazione del territorio del comune pontino. “Avevamo inizialmente espresso parere favorevole, come Anpi – spiega Filippo Fasano presidente della sezione Arrigoni – alla istituzione di una giornata che ricordasse il grande contributo di sangue e distruzione pagato dai cittadini in quei mesi che vanno dal Gennaio al Maggio 1944, dopo lo sbarco degli angloamericani e il tentativo da parte degli occupanti tedeschi e dei fascisti di bloccarne l’avanzata. Avevamo solo chiesto al consiglio comunale, al Sindaco, al Presidente in una lettera del 23 Luglio 2012 che, nei lavori della Commissione si sarebbe dovuto tenuto conto per prima cosa che nulla doveva essere sottratto alla festività della giornata nazionale del 25 Aprile e che, per amore della storia, affinché la ricorrenza avesse senso logico, valore didattico ed etico, si sarebbe dovuto aggiungere, secondo noi, alla parola “Liberazione” (prima ipotesi proposta) la specificazione “dal nazifascismo”. “E invece accadde l’incredibile – continua Fasano – ciò che avvenne in aula consiliare il 31 Gennaio 2013, a conclusione dei lavori della Commissione, provocò sconcerto anche tra coloro che avevano partecipato alle riunioni. Il Consiglio comunale votò all’unanimità (con la sola astensione dei Consiglieri Giovannini e Longobardi) la delibera che istituiva la Giornata della battaglia di Aprilia che cadrebbe, secondo i proponenti, il 28 Maggio (’44). A parte ogni altra considerazione di carattere strettamente storico sulla veridicità della data a rappresentare un dramma che durò oltre quattro mesi con continui e sanguinosi capovolgimenti di fronte, una semplificazione incomprensibile ai più, la semplice dicitura “della battaglia”, così completamente nuda di qualsivoglia indizio di riferimento, così accuratamente distillata da ogni qualsiasi implicazione politica, apparve il parto di una regia impegnata a cancellare la memoria storica di una comunità, a diffondere l’idea che le guerre siano eventi naturali come i terremoti da esorcizzare con cadenze annuali attraverso cerimonie laiche di popolo dal forte valore salvifico, capaci peraltro, così si è anche detto, di costituire, per le nuove e future generazioni, un “altissimo” insegnamento. Noi invece vogliamo rimarcare le responsabilità e le gravi colpe delle forze nazifasciste. La città di Aprilia e dintorni hanno subito danni materiali e umani immensi, come altre città italiane, a causa di una dittatura che con l’alleato tedesco aspirava a dominare il mondo secondo i principi razziali (si ricordino le leggi razziali del ’38). In quella guerra si decideva la conquista della Libertà e della Democrazia. E certo, non erano stati gli angloamericani, che pure ebbero qualche responsabilità, a scatenarla, la guerra”.
L'intervento del presidente della sezione "Vittorio Arrigoni" sulla giornata celebrativa
Battaglia di Aprilia, i dubbi storici dell’Anpi
Fasano: "Il comune avrebbe dovuto rimarcare le colpe dell'esercito nazifascista"
1 Giugno 2014
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