POLITICA

L'incontro ieri pomeriggio presso la sede di via Grecia della Sinistra

Aprilia: “NO ALL’INCENERITORE DI SANTA PALOMBA”

APRILIA – Un inceneritore a pochi chilometri da Aprilia. Sul comune del nord pontino, oltre alla vicenda in itinere della discarica, rischia di pesare come un macigno anche la questione del termovalorizzatore di Santa Palomba, impianto che disterebbe solo pochi chilometri dalla città e che avrebbe una capacità di trattamento rifiuti pari a 600mila tonnellate annue. Nelle scorse settimane sia il Consiglio di Stato che il Tar del Lazio hanno bocciato i ricorsi presentati da diverse sigle, comitati e associazioni ambientaliste che, comunque, non si danno ancora per vinte.

Ieri pomeriggio, presso la sede di via Grecia di Rifondazione comunista e Sinistra Anticapitalista, ad Aprilia, si è svolto un incontro pubblico proprio per affrontare questa tematica che sembra lontana perchè fuori dai confini comunali ma che, invece, tocca direttamente anche i cittadini apriliani vista la vicinanza dal sito su cui sorgerà l’inceneritore voluto fortemente dal sindaco capitolino del partito democratico Gualtieri.

“Di questo argomento – ha esordito Maurizio Marinozzi di Unione Popolare Aprilia – se ne è parlato molto poco da noi. E’ un inceneritore vero e proprio che avrà delle conseguenze pesantissime sul territorio. Nell’area dei Castelli e di Roma sud sono sorti diversi comitati contro l’impianto. C’è stata mobilitazione. Ad Aprilia, sui temi ambientali, scontiamo un ritardo pesante a livello di partecipazione”.

“Abbiamo organizzato la lotta contro l’inceneritore – spiega Marco Alteri, consigliere comunale di Albano e rappresentante della Rete Tutela Roma Sud – riunendo oltre venti comitati provenienti da Roma sud e fino all’area di Pomezia, Ardea e dei Castelli. Recentemente il Tar del Lazio ha bocciato un progetto relativo alla realizzazione di un termovalorizzatore ad Aprilia, sostanzialmente perchè il comune si trova fuori dall’area metropolitana di Roma Capitale, altrimenti lo avrebbero fatto. L’impianto di Santa Palomba invece verrà realizzato su un terreno, di proprietà del comune di Roma, che confina da un lato con Albano, dall’altro con Ardea e Pomezia. Il sindaco Gualtieri ritiene che il termovalorizzatore sia la soluzione al degrado e al problema dei rifiuti di Roma, ma ovviamente si sbaglia di grosso. Il problema vero è la raccolta differenziata che non c’è. La raccolta dei rifiuti a Roma non funziona. L’inceneritore è un trasformatore, brucia rifiuti e produce emissioni inquinanti. Averlo vicino non è un bene. Chi abita intorno ad un impianto del genere, secondo studi effettuati in altre parti d’Italia,  ha un rischio maggiore di patologie respiratorie e cardiovascolari. Ci sono delle ricadute sull’ambiente, sugli animali e sulle produzioni. Il Lazio è terz’ultimo in Italia per la raccolta differenziata a causa di Roma. Il problema è la capitale perchè le comunità del territorio circostante, tra cui Aprilia, hanno raggiunto livelli importanti di differenziata. Perchè allora sanzionare con con un impianto del genere queste comunità virtuose a causa dello scarso impegno ambientale di Roma?”

“Dobbiamo ridurre i rifiuti in origine – conclude Elena Mazzoni della Rete Tutela Roma sud – oggi il mercato ci spinge ad avere comportamenti consumistici che sostengono la produzione di rifiuti. Sul tema inceneritore, il sindaco del Pd Gualtieri evita sistematicamente la discussione politica. Chiediamo da tempo di discutere con l’ente capitolino ma ignora ogni richiesta. Abbiamo anche riunito molti comuni dell’area che rappresentano 250mila abitanti totali ma il sindaco di Roma continua per la sua strada, forte dei poteri commissariali ricevuti dal precedente governo. L’ impianto di Santa Palomba sarebbe dovuto costare in origine 600 milioni e invece alla fine il conto sarà di oltre 7miliardi e mezzo. A gestirlo, con tutta probabilità, sarà Acea. La concessione dura 33 anni. Andiamo a vincolare un territorio fino al 2070. Ci saranno conseguenze pesantissime per i territori. Noi non molliamo. Il 15 marzo ci sarà una tavola rotonda con tutte le altre associazioni ambientaliste e comitati presso il Campidoglio. All’incontro non ci sarà Gualtieri. Noi vogliamo portare questo tema anche in regione Lazio”.

 

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