POLITICA

Aprilia: Assemblea pubblica per il NO al referendum sulla giustizia

APRILIA – Assemblea pubblica il 28 Febbraio per capire le ragioni del No al Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo

La riforma “Nordio” sulla giustizia, con la sua sferzata autoritaria, fa parte del disegno complessivo delle politiche repressive e di compressione dei diritti e dei conflitti sociali da parte del governo Meloni.

Questa riforma rappresenta un attacco frontale all’indipendenza della magistratura nel tentativo, nemmeno ben celato, di sottoporla al controllo politico del potere esecutivo.

I principali problemi della giustizia italiana, nemmeno minimamente sfiorati dalla riforma, sono i tempi lunghissimi dei processi e lo stato delle carceri. E questa situazione deriva principalmente da un sistema che si mostra indulgente con i ricchi e incarcera i poveri, criminalizzando sempre più comportamenti legati al disagio o al conflitto sociale.

Ma per il governo Meloni i problemi principali sono l’indipendenza della magistratura e la terzietà dei pubblici ministeri.

La Costituzione italiana, scritta all’indomani della sconfitta del fascismo e nell’ottica di impedire il ripetersi di una simile tirannia, è basata sull’equilibrio del potere esecutivo, legislativo e giudiziario e in particolare sull’indipendenza di quest’ultimo.

Una forma di controllo del potere esecutivo su quello giudiziario che emerge dalla riforma Nordio è quella della scelta dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura.

Infatti, mentre la parte “togata” verrebbe sorteggiata, pescando a caso tra tutti i magistrati, la parte “laica”, verrebbe estratta con un finto sorteggio da una lista di un numero imprecisato di persone nominate dalla maggioranza del Parlamento, e quindi stabilita nella sostanza dal governo.

La cosiddetta “separazione delle carriere” rappresenta un cambiamento che rischia di trasformare il pubblico ministero in un “avvocato dell’accusa”, allontanandolo dalla cultura di terzietà, mentre l’Alta Corte Disciplinare sarà il nuovo organismo che creerà una magistratura di serie A e una di serie B, esponendo i giudici a potenziali azioni disciplinari di natura intimidatoria controllate dal potere politico.

Sono tutti temi molto tecnici, ma che possono avere un grande impatto nella vita di chiunque possa, suo malgrado, incappare in una vicenda giudiziaria e ne va della democraticità delle istituzioni che con questo governo rischiano una forte stretta autoritaria.

Ne parleremo sabato 28 febbraio 2026 alle ore 17.00 con il prof. Alessandro Ceci presso la sede PRC/SA in Via Grecia, 10 – Aprilia (Latina).

Tutta la cittadinanza, le associazioni e le forze politiche e sociali sono invitate a partecipare per costruire una mobilitazione che contrasti la riforma e le politiche reazionarie di questo governo.

 

Partito Comunista Italiano

Rifondazione Comunista

Sinistra Anticapitalista

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