POLITICA

Nell'articolo la lista dei cittadini firmatari

Aprilia – Appello per il NO al referendum, si vota domenica e lunedì

APRILIA –
Un Parlamento più piccolo non risolve né il problema dei costi della politica né la mancanza di produttività.
Un Parlamento dimezzato e indebolito, invece, produce un rischio profondo per gli spazi di pluralismo, disegnando un sistema che avrebbe ancor più difficoltà a rappresentare tutte le istanze dello spazio pubblico, dei cittadini. Il Referendum che ci apprestiamo ad affrontare ci pone davanti anche ad una scelta di metodo. Da un lato la volontà di affrontare problemi complessi con scorciatoie di pura propaganda, inefficaci e dannose, che da molti anni impediscono veramente al Paese di superare i suoi problemi.
Dall’altro lato la determinazione ad impedire pasticci costituzionali che toccano nel profondo il nobile aspetto della rappresentanza con semplificazioni inaccettabili.
Il nostro è un NO ad una riforma che riforma non è.
Il nostro è un sì ad una rappresentanza migliore, ad una classe dirigente coraggiosa e con una visione, una classe dirigente che sappia, con rapidità e ragionevolezza, filtrare e trasformare in legge quanto di meglio la società esprime. Tagliare la rappresentanza produce diseguaglianze, aumenta la distanza tra eletti ed elettori, affievolisce gli elementi di responsività della classe dirigente, lascia ancor più indietro le fasce deboli della popolazione. Tagliare la rappresentanza aumenta soltanto il potere dei vertici dei partiti che, con più facilità, potranno costruire un parlamento “di pochi”, un parlamento di fedeli e, purtroppo, di clientele.
Pensiamo alla nostra Città, Aprilia.
Quanto ha pesato nelle scelte calate dall’alto la mancanza, per un territorio pur così grande, di rappresentanti ai vertici istituzionali? Quante scelte sono state fatte sulla nostra Città senza che potessimo avere una voce in grado di rappresentare le istanze che dalla nostra comunità provenivano?
Ecco, chiediamo a chi domenica 20 e lunedì 21 settembre andrà a votare, di pensarci, di riflettere bene su questi aspetti: un risparmio inesistente non vale la perdita e l’ulteriore indebolimento delle tante, già inascoltate, voci dei cittadini.
LE RAGIONI DEL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE

1. Con il pretesto della riduzione della spesa pubblica del solo 0,007%, si comprometterà la democrazia, il pluralismo e la rappresentanza politica.
2. L’Italia diventerebbe il Paese europeo con il minor numero di eletti per abitante nella Camera “bassa”.
3. In Italia ci sarebbero solo 0,7 deputati ogni 100 mila abitanti, il rapporto più basso dell’intera Unione Europea.
4. La rappresentanza popolare ne uscirebbe drasticamente compromessa, con un divario enormemente accresciuto nel rapporto tra elettori ed eletti.
5. Le regioni medio-piccole risulterebbero fortemente penalizzate dal punto di vista della rappresentanza, aumentando il divario territoriale.
6 I partiti minori risulterebbero fortemente penalizzati, quando non totalmente esclusi dalla rappresentanza politica.
7. Ci troveremmo di fronte a una fortissima compressione del pluralismo politico in Parlamento e alla scomparsa anche del più elementare “diritto di tribuna”.
8. La riforma non è stata accompagnata da misure tese a garantire l’equilibrio a tutela della rappresentanza, come:
– la legge elettorale;
– il voto ai diciottenni per il Senato;
– la riduzione dei delegati regionali tra i grandi elettori per il Presidente della Repubblica;
– la modifica del bicameralismo perfetto.
9. Siamo di fronte a una sostanziale delegittimazione del principio rappresentativo.
10. Si tratta di un progressivo svuotamento della democrazia politica a vantaggio di oligarchie sempre più ristrette.

Sottoscrittori:
Spadoni Marco,  Fanucci Gianluca,  Pasqualotto Yuri,  Cassini Valeria,  Manduca Antonio, Ferrulli Pietro, Porcelli Carmen, Sorrentino
Laura, Di Lorenzo Augusto,  Di Tommassi Bruno, Marimieri Fabrizio, Muzi Marco Luigi, Pacioni Guerriero, Ferrante Maria,  Puccini Paolo, Resta Sabrina,  Castrillo Vincenzo,  Samperi Sara,  Setini Stefano, Treiani Filippo, Antonelli Rita, Tomassetti Monica,  Toffoli Riccardo,  Santorelli Francesco,  Addesse Alessandra,  Tedeschi Stefano Paolo e  Cardella Giorgio. 

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