POLITICA

L'attacco di MOVAP, EUROPA VERDE, FUTURAPRILIA, RIGENERAZIONE APRILIANA all'amministrazione Terra

APRILIA: “28 MILIONI DI EURO DI PERDITE, il futuro della città a forte rischio”

APRILIA – Preoccupano le condizioni economiche del Comune di Aprilia alla luce dei lavori svolti nella commissione consiliare della settimana scorsa. Un disavanzo di 28 milioni di euro che dovrà essere ripianato nei prossimi esercizi, ponendo una seria ipoteca sul futuro della nostra città già gravemente danneggiata dai mancati investimenti nel corso degli ultimi anni.

“Arriva dal Ministero dell’Economia l’ultima doccia fredda per i nostri conti  –  attaccano MOVAP, Europa Verde, FuturAprilia, Rigenerazione Apriliana – con i dati pubblicati venerdi scorso sui pagamenti dei debiti da parte degli enti locali e la classifica ufficiale stilata con riguarda ai comuni più virtuosi. Il Comune di Aprilia peggiora la propria posizione se il tempo medio di pagamento arriva a ben 105 giorni con un ritardo medio rispetto alle condizioni pattuite di 72 giorni, dati che allarma sulla capacità del comune di far fronte ai propri impegni.

Una situazione finanziaria che non lascia tranquilli alla luce di scelte passate criticate dallo stesso dirigente alle finanze, fresco di nomina, che ha messo nero su bianco gli errori compiuti in passato. Un disavanzo che blocca qualsiasi possibilità di sviluppo e di riduzione della pressione fiscale ormai al massimo da alcuni anni sia sul fronte dell’Imu che della Tari.

Oggi Aprilia avrebbe bisogno di un grande piano di interventi per quella rivoluzione ambientale che in molte città è già relatà, dall’ammodernamento ed ampliamento dei parchi pubblici all’efficientamento energetico dei palazzi comunali per giungere infine ad un vero piano di riqualificazione igienico sanitario. Invece, tutto ciò non c’è e dalle faraoniche previsioni si passa alla dura realtà e così se in sede di approvazione del bilancio di previsione 2019 venivano previste opere per ben 27 milioni di euro alla fine dell’anno ne sono state realizzate solo 3 milioni peraltro tutte finanziate dallo Stato.

Il rendiconto certifica non solo l’anno nero delle finanze, ma anche quello delle opere pubbliche ferme al palo come testimonia la vicenda del depuratore di via del Campo e di La Cogna con gravi conseguenze anche sotto il profilo ambientale.

Ma se il disavanzo d’amministrazione vola, la cassa, ovvero i soldi che a fine anno rimangono, piange se come certificato dallo stesso documento contabile a fronte di incassi per 51 milioni di euro sono stati fatte spese per 53, spese realizzate grazie agli anticipi concessi al comune che a fine anno aveva un fondo cassa pari a zero, cosa che rende ancora più problematica la nostra situazione.

Avremmo voluto parlare del futuro della nostra città di come sviluppare una rete di piste pedociclabili per sviluppare una nuova mobilità sostenibile, di come migliorare le nostre scuole, di come ricucire il nostro territorio sempre più diviso tra centro e periferia, di come rigenerare il centro città o in altri termini di come ipotizzare un futuro migliore per tutti noi. Invece, ci troviamo a parlare di come pagare i debiti accumulati per i prossimi quindici anni”.

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