Scosse di assestamento dopo il terremoto giudiziario che ha colpito il Comune di Aprilia. La magistratura contabile indaga sugli affitti comunali e diffida 45 amministratori ex e attuali del comune di Aprilia. “La Corte dei Conti chiede agli ex e agli attuali amministratori chiarimenti sugli affitti della Est Capital e il sindaco Antonio Terra, pur avendo partecipato in veste di assessore all’urbanistica alla stipula del contratto, svia l’attenzione dalle proprie responsabilità cambiando la data della delibera con la quale si dava il via al vergognoso contratto che è stata approvata durante la giunta Meddi il 31 marzo 2004. Le bugie hanno le gambe corte e neanche adesso che tutti i nodi vengono al pettine, ammette le responsabilità che prima- quando cioè ricopriva l’incarico di assessore nella giunta Meddi – ed ora quando ha avallato in qualità di sindaco le transazioni il primo cittadino prosegue sulla strada delle mistificazioni per sviare”. Le consigliere comunali di Sel e Pd, Carmen Porcelli e Monica Tomassetti, mettono al centro del mirino il sindaco Terra. «Quando abbiamo cominciato ad approfondire le transazioni concluse dall’amministrazione Terra ed abbiamo passato in rassegna quel groviglio di atti – scrivono Monica Tomassetti del Pd e Carmen Porcelli di Sel – ci hanno detto che le nostre erano illazioni prive di fondamento e solo quando la vicenda è sbarcata in commissione trasparenza abbiamo invece avuta chiara la percezione che più di qualche amministratore della giunta Terra o D’Alessio fosse veramente preoccupato. Ne sono la prova i tentativi, innumerevoli, di ostacolare il nostro lavoro di indagine come consigliere comunali, reso difficile dalla mancata consegna degli atti utili a comprendere numerosi lati oscuri che questa vicenda nascondeva. Non solo la trasparenza, ma in questa vicenda è mancato il buon senso da parte degli amministratori che gestiscono il denaro dei cittadini in virtù di un rapporto fiduciario che, in questo momento, vediamo fortemente compromesso. Pagare un milione di euro ad una società inadempiente nei confronti del comune di Aprilia, per non aver ricevuto in cambio alcun servizio è un regalo troppo grande che questa amministrazione ha voluto fare a dei signori coinvolti in inchieste che a livello nazionale lasciano presagire ben altri scenari di quelli che al momento si profilano. Eppure i segnali c’erano tutti – continuano Monica Tomassetti del Pd e Carmen Porcelli di Sel – eppure neanche il sequestro di atti da parte della Guardia di Finanza e l’interessamento della Corte dei Conti, a distanza di un mese dall’ultimo blitz delle Fiamme Gialle a Piazza dei Bersaglieri è servito a far recedere l’amministrazione comunale di pagare – con una celerità alquanto sospetta – la società proprietaria dei locali accanto a Palazzo di vetro. Addirittura, ci risulta da informazioni apprese presso gli uffici comunali, la prima rata relativa agli arretrati per i fitti fino al 2012 compreso sia stata versata prima della fine del 2013, ovvero con un anticipo di tre mesi. Stiamo parlando di un milione di euro, cifra secondo noi enorme per l’uso che di quei locali è stato effettivamente fatto. Nella somma addebitata fino al 2012 era compreso l’affitto del piano terra e del primo piano, questo ultimo mai utilizzato. Per quale motivo l’amministrazione D’Alessio -Terra non ha ritenuto opportuno rescindere il contratto e abbandonare i locali alla scadenza naturale del contratto, ovvero il 2011? Non ultimo, attendiamo ancora dall’assessorato all’urbanistica di poter effettuare il sopralluogo da noi richiesto per verificare lo stato dei locali da noi protocollato e al quale mai nessuno si è degnato di dare risposta». Sulle responsabilità alle quali saranno chiamati a rispondere gli amministratori e dirigenti coinvolti le due consigliere non hanno dubbi: «Chi ha agito in buona fede e nella convinzione di portare un vantaggio alle casse comunali tentando di risolvere la questione, siamo certe, riuscirà a dimostrare la bontà di certe azioni. Se nei mesi scorsi abbiamo promosso un esposto alla Procura di Latina non è stato per trovare vendetta nei confronti di nessuno, ma semplicemente perché abusi e leggerezze trovassero la giusta definizione. Del resto abbiamo fin da subito intimato al sindaco e ai suoi di non procedere al pagamento di quelle rate. Siamo però rimaste inascoltate. Alla fine ha prevalso, come sempre, l’arroganza. L’autoelogio della purezza questa volta sarà difficile da declamare ».
L'affondo delle consigliere Monica Tomassetti e Carmen Porcelli
Affittopoli, Terra nel mirino della sinistra
L'opposizione: "Tutti i nodi verranno al pettine"
16 Luglio 2014
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