Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato il 17 marzo scorso all’unanimità la proposta di legge di iniziativa referendaria sulla gestione e la tutela dell’acqua pubblica, proposta da trentanove Comuni della Regione, primo fra tutti il comune di Corchiano, e sottoscritta da circa 40mila cittadini. La legge, riprendendo il referendum del 2011 che decretò la vittoria di chi era a favore della gestione pubblica del servizio idrico, prevede di “favorire le condizioni per la definizione e lo sviluppo di un governo pubblico e partecipativo dell’intero ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale”. Di conseguenza la gestione del servizio dovrà essere svolta senza finalità di lucro. Vengono così aboliti i vecchi Ato, gli Ambiti territoriali ottimali e la gestione dell’acqua dovrà avvenire nel bacino idrografico. La Regione Lazio dovrà individuare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge gli ambiti dei bacini idrografici che verranno governati da una autorità ad hoc. Ogni anno, inoltre, le autorità di bacino dovranno predisporre “un report sulle perdite idriche nelle reti di distribuzione. Ma la gestione del servizio idrico interesserà anche enti locali e cittadini che dovranno partecipare al processo decisionale. Con l’approvazione della legge si stabilisce innanzitutto che “l’acqua è un bene naturale e un diritto umano universale”. Da questo principio discende che “tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili”. La gestione del servizio idrico integrato “deve essere svolta senza finalità lucrative e ha come obiettivo il pareggio di bilancio, persegue finalità di carattere sociale e ambientale”. Inoltre vengono istituiti il “Fondo regionale di solidarietà internazionale”, da destinare a “progetti di sostegno all’accesso all’acqua e l’apposito “Fondo regionale per la ripubblicizzazione”, delle cui risorse potranno usufruire “le Aziende speciali e consorzi tra Comuni che subentrano alle precedenti gestioni del Servizio idrico integrato effettuate tramite società di capitale”. Grande soddisfazione per la decisione presa dal consiglio regionale del Lazio è stata espressa dal sindaco di Aprilia Antonio Terra che ha chiarito come il comune pontino sia da sempre in prima fila nella lotta in favore dell’acqua pubblica. “La Regione Lazio – ha detto il sindaco Terra – ha posto le basi per il rispetto della volontà popolare, la stessa del Referendum del 2011, sull’acqua. C’è un chiaro significato politico dietro l’approvazione di questa legge e sicuramente i Sindaci dell’Ato4 ne dovranno prendere atto rivedendo il pacchetto societario di Acqualatina e le quote del privato che oggi vengono destituite delle loro condizioni di sussistenza. Oggi al centro del servizio idrico integrato ci sono nuovamente i Comuni e più in generale il concetto di gestione pubblica dell’acqua. Quindi al centro torna il cittadino con le sue esigenze e non più il socio con i suoi dividendi. Esprimo piena soddisfazione per il risultato raggiunto anche perché fino a pochi mesi fa in questo contesto provinciale noi con la nostra Amministrazione civica venivamo sistematicamente isolati in Conferenza dei Sindaci dai grandi partiti, oggi invece tutti si sono accorti che le nostre ragioni erano più che fondate”.
Il sindaco commenta l'approvazione da parte della Regione della proposta di legge sul servizio idrico
Acqua pubblica, esulta Aprilia
Terra: "Pochi mesi fa in Provincia eravamo una voce isolata, i fatti ci hanno dato ragione"
21 Marzo 2014
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