LAVORO

L'allarme della Cgil sulle condizioni di lavoro e sul servizio erogato ai cittadini

Poste in crisi, sportelli chiusi e turni di 11 ore

Carlo: si tratta di un taglio di razionalizzazione estiva mai vista prima

Sono impressionanti i numeri delle chiusure degli uffici postali della provincia di Latina, dal 13 giugno al 13 settembre, 92 le chiusure dei turni pomeridiani degli uffici più grandi, tra cui Formia centro, Minturno, Latina 2, Cisterna di Latina, Priverno, Sezze, mentre per gli uffici a turno unico, quelli aperti solo di mattina, 50 uffici postali attestati nei comuni della provincia di Latina, sono 217 le giornate di chiusura totale rispetto alla razionalizzazione estiva, senza considerare le chiusure già definitive durante tutto l’anno, che si vanno ad aggiungere, 104 giornate portando a 321 le giornate totali di chiusura. Bruno Carlo, segretario generale Cgil-Slc lazio sud, l’ancia l’allarme. “Un taglio di razionalizzazione estiva cosi definita dai vertici, aggiunge, che in questa provincia non era mai avvenuto, e se da un lato la scelta di chiudere è una prerogativa aziendale rispetto a costi ricavi, fatta però con l’assenza di confronto a livello territoriale con le RSU e le OOSS, duole riscontrare che si tale taglio oltre a non erogare un servizio accettabile in molti uffici della provincia con i clienti che trovano le porte chiuse, sta comportando notevoli disagi al personale che lavorano costantemente sotto organico in questo periodo di ferie. Qualcosa non quadra quindi, prosegue Bruno Carlo, a minori giornate di apertura dovrebbero corrispondere un numero di personale sufficiente a garantire anche il periodo di ferie estive per il personale, questo non sta avvenendo e inoltre il personale, compresi i direttori degli uffici più piccoli sono sbattuti da un ufficio ad un altro a giorni alterni durante la chiusura estiva programmata. Le ore di straordinario si impennano, con richieste assurde di coprire i turni di lavoro con prolungamenti di orario che arrivano alle 11 ore giornaliere totali di lavoro, con richieste agli operatori che arrivano alle 5 ore supplementari di lavoro, e per questo stiamo valutando la richiesta di intervento degli ispettori del Ministero del Lavoro. Una condizione inconcepibile, con una valutazione, della nostra federazione negativa, quella sulla razionalizzazione dei servizi ai clienti, e la conseguente ricaduta degli orari al personale durante il periodo delle ferie estive che va dal 15 giugno al 15 settembre, dove il periodo di riposo con una si fatta gestione sarebbe godibile a giorni alterni, immaginando cosa potesse accadere se gli uffici non avessero avuto i tagli della razionalizzazione estiva, dichiara Martina Tomassini segretario della SLC di settore.
E stata effettuata una richiesta ai vertici provinciali di poste, continua il segretario generale Lazio sud Bruno CARLO, e ad oggi possiamo solo riscontrare un assurdo silenzio alle richieste di confronto fatte al referente delle risorse umane provinciale e alla direzione provinciale di poste italiane, rispetto ad uffici non in condizione di operare dignitosamente sia come servizi che come igiene ambientale. Non è pensabile vedere uffici privi di operatori di sportello perché tale condizione rappresenta, rispetto a uffici garantiti, un impropria organizzazione delle risorse, con espedienti, quello di utilizzo degli operatori commerciali, in tutte altre funzioni e agli sportelli, mentre continua a permanere una situazione paradossale, di uffici con personale in abbondanza rispetto ad altri che non riescono ad aprire ai clienti se non con un solo operatore. Chiediamo chiarezza anche in merito a notizie che ci giungono, rispetto ad assunzioni di sportellisti tramite agenzie di lavoro, fatte in assenza della prevista comunicazione alle RSU e nel pieno di un processo di trasferimenti volontari, sia locali, regionale e nazionale, a cui chiederemo risposte alla direzione provinciale di poste di Latina posto che arrivino risposte. Tutto questo, prosegue Bruno Carlo, a pochi giorni, il 22 luglio, dove l’AD di poste italiane presenterà il piano industriale che potrebbe parlare di un azienda completamente rivista da come la conosciamo oggi e con la preoccupazione che vengano dichiarati esuberi o comunque la riduzione di alcuni servizi, per far quadrare i conti per rispondere alle richieste del Governo e ai vincoli imposti dall’Europa. Come Cgil riteniamo che un punto importane all’interno del piano industriale che verrà presentato debba contenere i gli elementi dell’unicità per tutti i settori e un attenta valutazione della collocazione di poste, ovvero il tipo privatizzazione che verrà adottata e la conseguente salvaguardia del personale che oggi vi opera, con un attenzione particolare rispetto alla condizione che 147mila lavoratori, 1100 a Latina, privi di qualsivoglia ammortizzatore sociale.
A tutto questo va ricordato poi, la scadenza del contratto di lavoro da 18 mesi, e non si parla per nulla del contratto di settore che potrebbe regolamentare la concorrenza in un mercato che diventa sempre più piccolo con le entrate di competitor europei, e un PDR scaduto che rischia di non venire erogato a settembre.

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