Aprilia – Il 1° maggio si celebra la Festa dei Lavoratori una ricorrenza internazionale riconosciuta in molti paesi per celebrare le conquiste sociali, sindacali e la dignità del lavoro. La data commemora le lotte operaie, in particolare quelle per l’ottenimento della giornata lavorativa di 8 ore, nate nell’Ottocento. In Italia: La festa è stata introdotta nel 1891 e, dopo le interruzioni durante il fascismo, è tornata ad essere una festa nazionale ufficiale.
Oggi, nell’era della globalizzazione, il mondo del lavoro vive grandi difficoltà e si trova al cospetto di sfide molto complesse. Congiuntura internazionale e nuove tecnologie stanno generando incognite grandissime che preoccupano analisti e cittadini. Riuscirà la dinamica economica a riassorbire le quote di licenziati dovuti all’impiego della nuova tecnica? E’ questa la domanda delle domande che caratterizza il presente.
In terra pontina le cose non vanno meglio.
Uno spaccato lo offre il segretario Uil Garullo: “Sebbene nel 2025 il nostro territorio abbia registrato una crescita occupazionale di 6.300 unità rispetto al 2024, quando ci concentriamo sulla qualità del lavoro scopriamo che nel 2024 delle oltre 137 mila persone impegnate nel settore privato non agricolo, quelle inquadrate con contratti atipici hanno rappresentato il 33,8 per cento del totale, mentre i dipendenti a tempo parziale hanno rappresentato il 41,2 per cento del totale. La retribuzione media annua lorda ha superato di poco i 20 mila euro ed è stata trainata verso il basso proprio dall’ampia rappresentanza di lavoratrici e lavoratori precari, che hanno percepito poco più di 9.000,00 euro annui, e da quelli part time, la cui retribuzione si è attestata poco sotto i 10.000,00 euro, mentre le retribuzioni degli stabili e dei full time sono state rispettivamente 25.574 e 27.172 euro”.
“La strutturale propensione del nostro territorio alla precarietà – aggiunge il Segretario – trova conferma anche in riferimento ai dati di flusso, che segnalano come dei nuovi contratti di lavoro avviati nei primi nove mesi del 2025, ben l’83,7% sia stato precario, con la conseguenza di bruciare il futuro dei molti giovani, soprattutto laureati, che sempre più emigrano all’estero. Per eliminare queste disparità – conclude Garullo – o si rimette al centro il lavoro dignitoso, oppure si accetta un modello fatto di precarietà, bassi salari e disuguaglianze e fughe all’estero. Siamo contrari al lavoro povero e siamo convinti che la contrattazione e la rappresentanza siano tra gli strumenti fondamentali per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”.
Buon Primo maggio a tutti. Ai lavoratori ed alle lavoratrici. ai disoccupati e agli inoccupati. A pensionati e studenti.