FUORI CITTÀ

I veicoli, 32 in tutto, venivano rubati nella capitale

Riciclavano AUTO RUBATE di grossa cilindrata, 3 persone arrestate. FOTO

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, al termine di una attività di indagine condotta dalla Stazione di Capena, diretta dalla Procura della repubblica di Tivoli, hanno eseguito una Ordinanza di custodia cautelare, 2 in carcere e 1 agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Tivoli, su richiesta di questa Procura nei confronti di 3 indagati,ritenuti responsabili di associazione per delinquere allo scopo di commettere i reati di ricettazione e riciclaggio di auto di lusso.

Il provvedimento trae origine da un’indagine, condotta dalla Stazione Carabinieri di Capena, iniziata a seguito dell’arresto avvenuto il 3 aprile scorso di due cittadini extracomunitari sorpresi a smontare due veicoli rubati all’interno di un capannone sito nella via Le Cese del Comune di Capena. Le successive indagini hanno dimostrato come l’arresto non avesse fermato l’attività illecita: l’esecuzione di una ulteriore perquisizione nello stesso capannone in data 14.05.2019, infatti, permetteva di rinvenire e sequestrare altro materiale provento di furto: 3 veicoli rubati, 29 blocchi motore appartenenti ad altrettante autovetture provento di furti eseguiti tra il marzo e l’aprile 2019, altri materiali quali targhe, carte di circolazione e telecomandi, anch’essi di provenienza furtiva, e attrezzatura professionale per lo smontaggio di veicoli.

Le risultanze investigative hanno dimostrato che oltre al capo dell’associazione per delinquere, un 59enne di Capena proprietario del citato capannone, vi è un 41enne titolare di un’autodemolizione sita sempre a Capena e posta sotto sequestro in data 04.04.2019. In particolare si è accertato che decine di autovetture, subito dopo essere state oggetto di furto, venivano cannibalizzate presso l’autodemolizione e il capannone, distanti appena 1 chilometro uno dall’altro, ove una manodopera specializzata, costituita per lo più da soggetti extracomunitari (sfruttati nello svolgere l’attività illecita), eseguiva le operazioni di smontaggio ed eliminazione delle targhe originarie e degli altri dati identificativi delle autovetture, per dissimularne l’origine illecita.

Le indagini hanno dimostrato come membro stabile dell’associazione, anche se con ruolo secondario, sia anche un 42enne nigeriano, il quale lavorava nell’autodemolizione da circa 10 anni e  coadiuvava i sodali in tutte le decisioni relative all’attività criminosa.

Nel breve lasso di tempo compreso tra il 3 marzo e il 14 maggio il sodalizio criminoso è stato in grado di cannibalizzarealmeno 32 veicoli di recente produzione e di rilevante valore commerciale (tra cui BMW, Audi, Mercedes) provento di furti eseguiti quasi esclusivamente a Roma nelle settimane immediatamente anteriori. In pratica, un veicolo al giorno veniva avviato al riciclaggio subito dopo esser stato rubato, verosimilmente a seguito di “ricerche” mirate sul territorio della capitale. Ciò dimostra l’effettiva dimensione dell’impresa criminale sgominata, dimostratasi stabile e continua nel tempo.

Ancora una volta, l’impegno delle forze dell’ordine, specificamente dell’Arma dei Carabinieri, coordinate della Procura della Repubblica di Tivoli, ha consentito di intervenire su un pericoloso sistema criminale, che si sviluppa da Roma al limitrofi circondario di Tivoli, con l’arresto di 3 persone per le quali il Giudice per le Indagini Preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, sottolineando “l’effettiva dimensione dell’impresa criminale desumibile dalla stabilità e continuità temporale dell’attività materiale di riciclaggio e dallo stretto collegamento tra essa e i reati-presupposto”.

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