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domenica 10 marzo alle ore 17,30 presso il “Milan club Aprilia - Herbert Kilpin” del Vallelata Village, via delle Valli

Arte e poesia ad Aprilia – “Voci rosa dal Passato-amore e morte” per la Festa della Donna

APRILIA – La sventurata realtà di Isabella di Morra, una delle tante poetesse italiane, non valorizzate sempre quanto meriterebbero, sarà il tema principale della serata di Arte e Poesia, che verrà presentata il giorno domenica 10 marzo alle ore 17,30, all’interno dell’Evento Voci rosa dal Passato-amore e morte, dedicata alla Festa della Donna, presso il “Milan club Aprilia – Herbert Kilpin” del Vallelata Village, via delle Valli s.n.c.

Interverranno il Mº Francesco Guadagnuolo, la Prof.ssa Chiara Della Valle, la Prof.ssa Patricia Renzi, moderatrice dell’evento.

Il Maestro Francesco Guadagnuolo esporrà il monumento funerario in memoria di Isabella di Morra, mentre la Prof.ssa Chiara Della Valle con la sua conferenza: “La solitudine e la forza della poesia in Isabella di Morra”, illustrerà la sua vita, ma soprattutto la sua produzione poetica, concentrandosi sulla lettura e relativo commento di ciò che resta del suo cosiddetto Canzoniere.

La scoperta dei suoi versi è avvenuta casualmente a Napoli da parte del libraio Marcantonio Passero, il quale li affidò allo scrittore Ludovico Dolce, che li inserì tra le Rime di diversi illustri signori napoletani. Successivamente, le sue poesie apparvero in Rime diverse d’alcune nobilissime, et virtuosissime donne di Lodovico Domenichi. Riscossero un certo successo negli ambienti letterari del tempo. Poi caddero in oblio, finché Angelo de Gubernatis, agli inizi del ’900, le riscoprì. Benedetto Croce le dette la notorietà approfondendo lo studio e la critica della sua poetica.

Isabella di Morra fu attratta da una delle correnti letterarie del tempo, il petrarchismo, giungendo a produrre versi originali, nei quali mostrò disdegno per la società retrograda nella quale viveva, voglia di manifestare la sua libertà di donna e insofferenza verso la violenza. Studiata come una delle voci più valide del Rinascimento, anticipatrice del Romanticismo, Isabella di Morra sembra aver stimolato Giacomo Leopardi nella stesura di alcune delle sue poesie più famose.

Si tratta di un’eroina della letteratura italiana, talvolta adulata, talvolta dimenticata solamente perché donna. La sua fama è comunque legata alla sua tragica fine, infatti, fu massacrata dai fratelli solamente perché sospettata di una relazione amorosa clandestina, che oggi diremmo vittima di “femminicidio”.

La volontà di elogiare questa figura femminile da parte della prof.ssa Della Valle, da tempo appassionata e studiosa di poetesse dimenticate, che l’hanno spinta anche a varie pubblicazioni in merito, non poteva non coinvolgere il grande maestro Guadagnuolo, che da anni si occupa proprio del connubio “Arte e Poesia”, realizzando diverse opere di importanti poeti del ’900, ed oggi con il suo monumento è come se avesse voluto dare una degna sepoltura alla grande poetessa Isabella di Morra, poiché neanche il corpo sarebbe mai stato ritrovato, nonostante l’impegno di Benedetto Croce di cercarlo a Valsinni nel castello abbandonato. Del caso però non comparve niente, e venne favorita la storia del fantasma di Isabella, che vagherebbe di notte tra i resti del castello in cui è stata ammazzata.

 

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