DIAMO VOCE

Aprilia in prima linea critica l'idea di entrare nell'area metropolitana della capitale

No alla servitù romana

Montefusco: siamo legati al territorio pontino. I politici pensino ai problemi dei cittadini

Ogni tanto, come una bronchite curata male, torna fuori il tema di trasferire Aprilia all’interno dell’area d’influenza di Roma. Aprilia in Prima Linea è fortemente contraria a questa eventualità, più volte espressa dal Sindaco e certamente ben vista da alcune lobby, che farebbe passare la nostra città da uno stato di “sudditanza” – quello esistente verso Latina – ad una vera e propria “servitù” entrando sotto Roma. “Quello che non si dice chiaramente, dichiara Sabrina Esposito Montefusco – è che, passare nell’area metropolitana di Roma capitale significherebbe la perdita dell’autonomia decisionale del nostro comune su campi importantissimi come i servizi pubblici, il sociale e l’ordine pubblico. Già lo immaginiamo un bel campo nomadi nella nostra città, su ordine del Campidoglio oppure una delle tante operazioni di privatizzazione che poi si rivelano salassi per i cittadini e grandi affari per i soliti noti. Piaccia o no, Aprilia è legata al territorio Pontino, è storicamente terra di bonifica, trova le sue radici nel sacrificio e nella laboriosità di quegli uomini e di quel progetto e nulla ha a che spartire con Roma. Ma quali sarebbero poi questi legami con la Capitale? Forse i palazzinari che hanno usato il nostro territorio come terra di conquista regalandoci milioni di metri cubi di cemento? Oppure quei funzionari che non guardavano quando nel nostro territorio venivano sotterrati rifiuti nocivi – vi siete dimenticati delle dichiarazioni di Schiavone? – e costruite centrali dannose alla salute? Ma invece di prospettare questi scenari che non recherebbero alcun vantaggio alla popolazione, perché l’amministrazione e la politica tutta non si concentra sullo stato catastrofico di tutti gli indicatori economici legati all’industria e al commercio? Perché non si affrontano i temi del lavoro, dell’emigrazione continua che porta via tanti giovani dal nostro territorio, e del fatto che Aprilia – indipendentemente da tutto – è ormai strutturalmente una realtà del Mezzogiorno d’Italia? Dedicatevi ad altro che è meglio”.

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