DIAMO VOCE

Nota stampa del gruppo Anpi della sezione di Aprilia

L’Anpi di Aprilia ricorda Vittorio Arrigoni

APRILIA – Nella notte tra il 14 – 15 Aprile 2011 veniva barbaramente assassinato Vittorio Arrigoni, pacifista e internazionalista. Aveva 36 anni. Una presenza scomoda perché era un giornalista e raccontava e filmava quello che vedeva. Pur consapevole dei pericoli che correva, e che aveva anche sperimentato, aveva scelto di stare con i palestinesi e di condividere con loro i dolori ma anche di suscitare speranze, e di far conoscere al mondo la tragedia infinita di quel popolo ( e uno dei più violenti massacri compiuto dall’esercito di Israele contro i palestinesi – operazione “piombo fuso” nel 2008 – 2009). Pur essendo stato istituito un processo con condanne, i veri responsabili, i mandanti sono ignoti. L’impegno di Vittorio Arrigoni con l’organizzazione ISM (International Solidarity Movement) a favore dei popoli oppressi e soprattutto del popolo palestinese, costituisce, secondo noi, un altissimo insegnamento morale per i giovani di oggi, un preciso atto di accusa nei confronti dei governi occidentali e delle organizzazioni sovranazionali che continuano attraverso l’indifferenza e la disinformazione a tollerare i crimini del governo israeliano nonostante le svariate condanne, censure e risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU mai rispettate dallo Stato d’Israele. Il sacrificio di Vittorio costituisce un motivo in più per essere vigili e attivi sul territorio, perché l’esempio del suo coraggio e della responsabilità della scelta, rinnova oggi più che mai in noi il desiderio di coltivare insieme la memoria della lotta partigiana e dei suoi ideali in un impegno costante affinchè, tutte le volte che nei nostri confini e in qualunque parte del mondo il diritto e il rispetto della persona vengono calpestati, quella lotta riprenda vigore e sappia ispirare sentimenti e azioni di giustizia e solidarietà.

Il ricordo di Vittorio (Vik Utopia veniva chiamato) merita dunque di non essere disperso nei meandri bui della storia del XXI secolo, nella smemoratezza dei nostri tempi o, peggio, nella confusa e assordante cultura della denigrazione. Vittorio ha mostrato ai giovani di oggi, nel solo modo credibile, cioè nel fare, l’unica strada possibile da percorrere, scritta nei principi della nostra Costituzione, nella Dichiarazione dei Diritti dell’uomo, ma soprattutto nella ragione e nel cuore: la difesa della dignità e dell’uguaglianza di tutti gli uomini.

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