DIAMO VOCE

L'appello di Pina Onotri segretaria del sindacato medici italiani

CORONAVIRUS: “Decine di medici morti, moltissimi contagiati e ammalati, intervenga il Governo”

“Mancanza di dispositivi di protezione personali, l’impossibilità di essere sottoposti ai tamponi , la non messa in quarantena: queste le falle del sistema che stanno decapitando l’assistenza sanitaria, condannando a morte i medici e favorendo la diffusione del virus tra i pazienti”.

Così Pina Onotri, Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani, in una lettera aperta la Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Lo SMI aveva chiesto, già in data 22 febbraio scorso un protocollo nazionale per la messa in sicurezza degli operatori sanitari. Cassandre inascoltate: oggi i medici e gli infermieri sono le prime vittime della pandemia. I medici morti sono 31, di cui 17 medici di famiglia. Ai loro familiari va il nostro pensiero e la nostra vicinanza. Mentre il Governo emana norme stringenti, le Regioni in maniera fantasiosa le interpretano,  o non le interpretano affatto, emanando giornalmente ordinanze che gettano nella confusione gli operatori sanitari, già gravati dal carico assistenziale, tant’è che lo stesso Ministro Boccia ha invocato un maggior  coordinamento. Chiediamo un intervento urgente  del Governo con un’azione  decisa e fino al commissariamento di quelle Regioni   che non siano in grado di assicurare le condizioni minime di sicurezza ai sanitari.

Al Presidente Conte facciamo presente che le misure idonee a tutelare compiutamente la salute e l’integrità degli operatori sanitari sono rimaste disattese, arrecando gravissimi danni a tutto il personale sanitario che si trova costretto a lavorare in condizioni del tutto inidonee e quindi pericolose per la propria incolumità e per quella dei pazienti che assistono; bisogna intervenire subito ed intercettare le responsabilità individuali nella catena di comando, onde porre fine a questa che è una vera e propria strage. Per tali ragioni il S.M.I ha presentato un esposto in tutte le Procure d’Italia per accertare le eventuali responsabilità.

Oggi  facciamo un appello ai colleghi: non rischiate se non siete adeguatamente protetti, per la vostra incolumità e per quella dei vostri pazienti”

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