DIAMO VOCE

Rubrica a cura di Gianluca Iannuzzi meteorologo e dottore in scienze ambientali

“CHE TEMPO FA?”: Meteorologia e Clima, tre domande ricorrenti

Spunti di conversazione su meteorologia e clima: tre domande ricorrenti

Scambiare quattro chiacchiere sul tempo che fa è uno dei grandi classici delle conversazioni in ascensore o al bar. Ecco tre delle varie domande, a cui risponde il dottor Gianluca Iannuzzi, che potrebbe capitare di porsi sull’argomento.

 

  1. Meteo e clima sono la stessa cosa?

“No. Il meteo rappresenta la situazione del tempo atmosferico in un determinato momento, che sia un pomeriggio, un giorno o anche una settimana. In altre parole, il meteo ci può dire che oggi è stato sereno e che domani pioverà, oppure che la scorsa settimana c’è stata un’ondata di gelo o di calore. Il clima descrive invece le condizioni atmosferiche medie, in una data località o regione, osservate in un arco temporale molto più ampio, di norma pari almeno a 30 anni. Ad esempio, ci dice che ad Aprilia generalmente il mese più piovoso è novembre e quello più secco luglio.

In altre parole, se voglio programmare una vacanza estiva al mare dovrò consultare i dati climatici della località per conoscere il clima della zona (ad esempio quanta pioggia cade nel mese di interesse, quanti giorni di sole ci sono e quali sono le temperature medie). Consulterò invece le previsioni meteo, a ridosso della partenza, per sapere se la settimana prenotata sarà completamente rovinata dalla pioggia o se invece la vacanza sarà un successo.

 

  1. Posso sapere con certezza che tempo farà nella mia città tra dieci giorni?

Direi proprio di no. Anche se spesso vengono elaborate previsioni a lunga scadenza, in realtà la loro efficacia ed attendibilità cala se ci si spinge oltre i 3-5 giorni, a volte anche in maniera drastica. Molto dipende comunque dalle condizioni atmosferiche attese. Se da un lato, infatti, è relativamente facile prevedere periodi anche lunghi di tempo stabile e soleggiato (i cosiddetti anticicloni), molto più complicato è affrontare fasi di instabilità atmosferica (quelle in cui si prevede pioggia, per intenderci), più frequenti nei mesi autunnali ed invernali. Ancora più difficile, poi, l’elaborazione di previsioni per fenomeni come la neve ed i temporali, le cui dinamiche di sviluppo ed evoluzione spesso possono dipendere da fattori e condizioni locali.

Quando si consulta una previsione meteo, quindi, occorre farlo consapevolmente. Ovvero essere consapevoli che ciò che si legge per previsioni molto lontane nel tempo, o magari estremamente specifiche per una piccola area, equivale sostanzialmente a lanciare una monetina e vedere se sulla faccia vincente siano disegnati il simbolo del sole o della pioggia.

 

  1. In questo inizio di anno ha nevicato tantissimo su quasi tutte le montagne d’Italia. La neve caduta aiuterà i ghiacciai a riprendersi e a combattere il cambiamento climatico?

Non vorrei sembrare pessimista, ma direi anche in questo caso di no. Perché un ghiacciaio possa avere un bilancio positivo, quindi possa avanzare anziché ritirarsi, bisogna che in un anno vi si accumuli più neve di quanta ne fonda, e questo deve accadere per diversi anni consecutivi affinché la tendenza possa essere confermata.

Riprendendo il tema della prima domanda, il clima viene definito da numerose osservazioni ripetute su periodi lunghi. Se ad esempio consideriamo un decennio, un solo anno particolarmente freddo o nevoso non basterebbe mai a compensare altri nove con temperature più alte della media e con conseguente fusione delle nevi perenni e dei ghiacciai.

Purtroppo, ad oggi non siamo in grado di sapere con certezza né come evolverà questo inverno né, tantomeno, se avremo un’estate fresca e piovosa che mantenga la neve in quota, oppure molto calda ed asciutta che porti alla fusione anche dei ghiacciai più alti.

Allora tutta questa neve caduta non servirà a niente? Potrebbe servire, in linea di massima, come importante serbatoio idrico per i mesi primaverili ed estivi, ma anche questa è al momento soltanto un’ipotesi, che ovviamente si spera venga confermata. In altre parole, potremmo avere almeno una buona base di partenza.

Per altre domande e curiosità sul tema, non c’è altro da dire se non “rimanete sintonizzati”!

Rubrica a cura di Gianluca Iannuzzi
Gianluca Iannuzzi ha conseguito:
  • Master di II livello in Meteorologia e Oceanografia Fisica
  • Laurea Magistrale in Monitoraggio e Riqualificazione Ambientale
  • Laurea in Scienze Ambientali 
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