DIAMO VOCE

In città manca anche un pronto soccorso pediatrico

Aprilia non è una città per bambini, allarme del Tribunale dei diritti del malato

30 nuovi casi al mese, 300 l'anno. Le Neuropsichiatre vanno subito potenziate

Aprilia – Il TSRMEE (Tutela Salute Mentale Riabilitazione Età Evolutiva ) è un servizio territoriale che mette in atto un insieme complesso di interventi concernenti la prevenzione, la cura, la riabilitazione e l’assistenza sanitaria, psicologica e sociale rivolta ai minori da 0 a 18 anni e alle loro famiglie.  Nobile obiettivo, ma nella città di Aprilia resta un sogno. “Una struttura, spiega Claudio Frollano del Tribunale dei diritti del malato di Aprilia, che dovrebbe occuparsi di tutti i disordini dello sviluppo del bambino e dell’adolescente nelle sue varie linee di espressione (psicomotoria, cognitiva, linguistica, affettiva, psico-sociale e relazionale), in realtà nella nostra città opera solo parzialmente, costringendo le famiglie a vagare, non solo a livello di territorio distrettuale, alla ricerca di centri più organizzati, dove poter effettuare la prima diagnosi necessaria a tracciare il percorso terapeutico. Le Neuropsichiatre riescono a malapena a seguire i casi con insegnanti di sostegno, ma non riescono a svolgere psicoterapia, e quindi si è costretti rivolgersi al privato e pagare i percorsi di riabilitazione dei bambini o, talvolta, a rinunciare alle cure”. A questo dato va sommata la cronica l’assenza in città di un pronto soccorso pediatrico.

“Di seguito la fotografia del servizio, denunciata nel 2016 e che purtroppo non è cambiata, aggiunge Frollano,  se non per un breve periodo di tempo, quando l’organico delle Neuropsichiatrie poteva contare su una ulteriore unità. Periodo che aveva visto quasi azzerarsi le liste di attesa per la prima diagnosi e che attualmente in termini di numeri è peggiorata: Ci sono circa trenta nuovi casi ogni mese che necessitano di prima visita, per un totale di circa 300 anno. Di questi, dopo la prevista diagnosi effettuata o a Latina (appartenente allo stesso distretto) o addirittura in ospedali di Roma, dopo una attesa di circa due/tre mesi ne vengono presi in carico solo circa 150 e comunque in base alla gravità. Da evidenziare che i casi gravi vengono comunque accolti subito e indirizzati dove necessario.Vengono inoltre seguiti 400 bambini, che hanno tutti una insegnante di sostegno con legge 104, insomma una grande mole di lavoro che solo la grande volontà, dedizione e responsabilità dei pochi operatori riesce a fare sì che il servizio sia ancora aperto.Qui vengono inoltre emessi i CIS, Certificati di Integrazione Scolastica che vengono mandati alla scuola ed al Provveditorato per segnalare che il bambino viene seguito in questo centro e per  avere insegnante  di sostegno, oltre ad organizzare i GLHO e GLHI,  che sono incontri famiglia, scuola, Psichiatra per seguire il percorso del bambino.Viene inoltre emesso il Certificato di Indennità di Frequenza, che va rinnovato per poter usufruire di circa 300 €/ mese per bambini affetti da particolare gravità, che la famiglia purtroppo in qualche caso è costretta ad usare per spesare la riabilitazione presso strutture private, non essendo presente in questo dipartimento. Altro certificato che è responsabilità di questa struttura produrre è il DSA per i Disturbi Specifici di Apprendimento (dislessia in particolare)”.

Il quadro è chiaro: La situazione nel territorio apriliano è diventata sempre più insostenibile!!”Nessuno si preoccupa del futuro di  bambini e adolescenti con manifestazioni di fragilità: attesa per la prima visita e presa in carico parziale perché non ci sono gli spazi sufficienti neanche ad ospitare gli specialisti, nonostante siano sotto organico.  Questo non è più accettabile. Con la conversione della ASL in Casa della Salute, questo importante servizio già in sofferenza sia per organico che spazio dedicato, è stato ancora di più ridimensionato. Ovviamente la Casa della Salute, tanto attesa perché permetterà la presa in carico dei pazienti con cronicità quali BPCO, diabete e, entro la fine dell’anno, anche di chi è affetto da scompenso cardiaco, non può e non deve essere la scusa per ignorare le patologie dei nostri bambini, ne tanto meno è la causa di questa enorme carenza.  La “disattenzione” da parte del Dipartimento di Salute Mentale, la cui Direzione si trova a Latina e  del quale fanno parte il CIM, il TSMREE ed il SERT, ha fatto sì che si arrivasse a queste condizioni che si possono definire di emergenza assistenziale. Che il TSMREE sarebbe andato in sofferenza era un destino annunciato. Purtroppo per una serie di “ noti” motivi il progetto di utilizzare alcuni locali di via Inghilterra e quindi renderli sanitari e disponibili ad accogliere il TSMREE si è bloccato e non è stato implementato. Non scoraggiati da questo insuccesso, si è puntato tutto sulla costruzione di una terza ala adiacente alla ASL. Finalizzato il progetto e quantificato in ultima battuta dalla Direzione Aziendale in 2,6 M di euro, è stato dalla stessa portato in Regione e ci risulta essere in attesa dell’ultima firma che era stata prevista e promessa  entro la fine di Gennaio 2019.Abbiamo contattato tutte  le massime autorità responsabili della nostra sanità, compresi gli Amministratori Locali, abbiamo richiesto  anche incontri in Regione con i dirigenti responsabili e con il Presidente Zingaretti, ma non abbiamo ricevuto risposte. Temiamo che gli enti interessati non siano a piena conoscenza dei pesanti disagi di cui soffre il nostro servizio e dei dati su quante famiglie siano costrette a tempi lunghi di attesa o a rivolgersi al privato a causa di mancanza degli specialisti indispensabili e di spazi idonei anche per la riabilitazione.E’ possibile che anche nella agenda della politica territoriale della nostra città, non sia prevista una verifica dell’offerta sanitaria pubblica ? Quali sono le necessità e le difficoltà che il cittadino incontra quando si deve curare? Tutto questo Interessa qualcuno? Sembrerebbe di NO. La cittadinanza aspetta una smentita attraverso fatti concreti. Inutile evidenziare per l’ennesima volta  che se il TSMREE non riesce a garantire la presa in carico dei piccoli pazienti, le ripercussioni negative sulla salute mentale dei nostri figli ne segneranno per sempre il loro futuro. Non c’è tempo da perdere, l’ampliamento del Poliambulatorio è diventato urgente, altrimenti ora che sembra si stiano  iniziando ad assumere specialisti ed infermieri, potrebbe succedere che si sia costretti a rinunciarvi perché non c’è un ambulatorio disponibile ad accoglierli”!

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