CULTURA

Standing ovation di 4 minuti anche al festival tedesco di Stoccarda andato in scena dal 27 Novembre al 1° Dicembre

“Mare Nostro”, un successo teatrale nel segno dell’impegno sociale

Calabrese: lo porteremo in scena finchè sentiremo l'esigenza di abbattere i luoghi comuni

APRILIA – Mare Nostro mette in archivio un altro successo. Questa volta dalla Germania. Lo spettacolo è reduce dalla partecipazione al 28esimo Festival internazionale FELLBACH, di Stoccarda (dal 27 Nov al 1 Dic). Alla rassegna in terra tedesca vi hanno partecipato 12 compagnie provenienti da Francia, Germania, Russia, Polonia, Colombia e Italia ma è stata quest’ultima a suscitare i maggiori consensi tanto da diventare ispirazione generale dell’edizione 2018 della rassegna. Lo spettacolo apriliano, infatti, ha ricevuto, al termine della maratona teatrale, 4 minuti di standing ovation.
Dal Giugno 2016, data della prima rappresentazione presso l’ex Claudia ad Aprilia, il successo che il pubblico tributa allo spettacolo è grandissimo. Cambiano le stagioni, cambia il teatro e capita di cambiare paese e alla fine a chiudere la rappresentazione teatrale c’è sempre un lunghissimo applauso. Segno evidente che il lavoro al quale hanno partecipato circa 25 attori, apriliani e delle zone limitrofe, italiani e stranieri, non è solo piacevole e brillante ma soprattutto stimolante. Con coraggio, infatti, l’ideatore e regista del progetto, Raffaele Calabrese, ha voluto mettere in scena un’esigenza: quella di riflettere sul fenomeno dell’emigrazione a 360 gradi. Di sviscerare il tema entrando in ogni sua piega. Ed allora ecco il teatro, la possibilità di mandare messaggi, la possibilità di comunicare attraverso una forma d’arte viva a due passi dal pubblico. In un momento di calma dove, un lusso al giorno d’oggi, il tempo si ferma.
Cerchiamo sempre di lavorare partendo da un’esigenza, racconta Calabrese reduce dai successi tedeschi, in quel periodo, ad esempio, siamo partiti da quello che raccontavano i media sul fenomeno dell’immigrazione, sul terrorismo e sullo strano dibattito italiano che legava e continua a legare i due temi. Quando ci siamo messi a lavoro avevamo ancora negli occhi le immagini dell’attentato al Bataclan. Il 9 giugno del 2016, sul palco della Claudia, un gruppo di attori, dunque, ha voluto rappresentare la storia più tragica del nostro tempo. Lo spettacolo inizia sulle coste del mare italiano, inizia gioioso, frizzante; parlando di come gli italiani si comportano in spiaggia, guasconi e patriottici. Questo patriottismo non abbandonerà mai lo spettacolo come fosse un vero e proprio fil rouge dell’intero viaggio. La gioia poco dopo viene interrotta dall’apparizione di barconi stracolmi di immigrati. Il barcone fin da subito scatena un’inondazione di luoghi comuni, generati da paure comuni, a loro volta figlie di un’ignoranza comune rispetto ai popoli che approdano sulle coste del Mar Mediterraneo. Il patriottismo, luogo comune, che da quel momento viaggia di pari passo con la voce di chi si trova su quel barcone. Da questo istante tutto si trasforma e lo spettacolo diventa una lunga riflessione profonda su ciò che è il male dell’umanità contemporanea: il razzismo, la paura del diverso, l’ignoranza, la sottocultura. Mare Nostro, però, non si limita a mettere in scena freddamente quello che accade quotidianamente nelle nostre città, Mare Nostro, in qualche modo, va oltre. Tenta di abbattere i luoghi comuni. Di sfondarli a colpi di spettacoli, di repliche, una dopo l’altra.
“In Germania abbiamo voluto sottolineare soprattutto i luoghi comuni che circondano l’italiano. Con lo stile di Mare Nostro abbiamo voluto affrontare tutti quei luoghi comuni che accompagnano gli italiani all’estero e ci piace sottolineare che questi rilievi sono stati lungamente apprezzati. Siamo soddisfatti dell’esperienza tedesca e del percorso che questo spettacolo ed il laboratorio hanno fatto in questi mesi. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato ed in modo particolare il presidente della compagnia Teatro Finestra Salvatore Romano”. Il lavoro, il cui testo è frutto della collaborazione dell’intero laboratorio sperimentale del Teatro Finestra, termina con un messaggio preciso: “non farò mai la guerra a nessuno”. Una frase per nulla ambigua, anzi di apertura e condivisione che mette al centro della riflessione il dialogo, il confronto. Un lavoro impegnato oggi più che mai al centro del dibattito nazionale. Dopo venti repliche “Aprilia, Città della Pieve, Civitavecchia e Rocca di Papa. Albano, Roma e prossimamente Pistoia e Formia), ed un pubblico complessivo di circa 3000 persone Mare Nostro va avanti. “Andrà avanti, promette Calabrese, finchè sentiremo forte l’esigenza di disarcionare i luoghi comuni”. “Noi dedichiamo questo spettacolo all’umanità, hanno recentemente scritto gli attori sui social, all’essere umano, quando è capace di essere tale. STAY HUMAN“.

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