Da settant’anni attendono di essere ricordati. Nel 2006 quando su iniziativa di due cittadini del Comune di Aprilia, Bernardino Tofani e Aurelio Pazienti, il primo realizzò una targa commemorativa in ricordo di tutte le vittime apriliane della seconda guerra mondiale sembrò arrivare il momento giusto per le numerose famiglie apriliane di vedere riconosciuto il sacrificio dei loro cari. La targa però non venne mai presa in considerazione e le anime dei 141 caduti ancora non hanno trovato pace. La targa bronzea con tutti i nomi scolpiti resta ancora custodita privatamente. Nessuna ribalta civica, nessuna cerimonia. Silenzio ed indifferenza. “Il sindaco Calogero Santangelo nel 2006 diceva di non avere tempo per questa iniziativa – ricorda il consigliere comunale Vincenzo La Pegna – D’Alessio aveva semplicemente risposto negativamente mentre l’attuale sindaco Terra continua a far finta di nulla. Eppure si tratta di persone della nostra città che hanno perso la vita per l’amore e la difesa dei nostri territori”. I nomi scolpiti ricordano 36 persone cadute durante lo scontro tra il 1940 e il 1945, il resto, 105 caduti, morirono dopo il conflitto per attività legate al conflitto stesso come ad esempio durante l’attività di sminamento dei territori. “Abbiamo dato spazio ed onore ad altre figure come recentemente è accaduto per Eric Waters padre di Roger – sottolinea La Pegna – ma non siamo riusciti a fare altrettanto per chi, parte della nostra comunità, è morto per la difesa del nostro territorio. Chiediamo che questa targa possa essere esposta pubblicamente in un luogo della città. In biblioteca o all’interno del museo civico di recente progettazione. Siamo disposti al confronto, al dialogo per la scelta del posto dove sistemare la targa di Tofani. Vogliamo onorare il ricordo di questi uomini”. Caduti dimenticati che fino ad oggi nessuna istituzione ha voluto ricordare. “Non si tratta di nessuna operazione nostalgica – chiarisce il consigliere comunale – si tratta invece di un’operazione verità. Basta leggere i nomi dei caduti e si capisce che non esiste nessun retro motivo ideologico specifico. Molti cognomi ricordano famiglie della nostra città dalle diverse collocazioni politiche. Chiediamo al sindaco di prendere finalmente in considerazione l’iniziativa, lo merita la città, lo meritano i caduti e le loro famiglie”.
I caduti ignorati dalla storia
La Pegna: poca sensibilità da parte delle amministrazioni comunali
8 Giugno 2014
@ RIPRODUZIONE RISERVATA