CULTURA

La manifestazione culturale ospitata il 16 marzo presso la Tenuta Ravizza Garibaldi

APRILIA: Il Risorgimento a Carano

APRILIA – Ancora una volta la Tenuta Ravizza Garibaldi di Carano ha ospitato una manifestazione culturale. Per il terzo anno consecutivo, il 16 marzo in occasione del 158mo anniversario della proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861), la famiglia Ravizza Garibaldi ha organizzato l’incontro “Il Risorgimento a Carano” coinvolgendo con indubbio successo alcune alunne del quinto liceo classico “A.Meucci” di Aprila. Con il supporto dell professoressa Daniela Boni che ha saputo suscitare l’interesse delle ragazze lasciando grande spazio alla loro iniziativa personale, tre relazioni originali sono state brillantemente presentate da Francesca Pici con “Il Risorgimento” e da Chiara Di Benedetto ed Eleonora Cannucciari su “Anita Garibaldi”. Gli interventi delle ragazze sono state inframezzati da quello di Guido Palamenghi Crispi che ha presentato la situazione dell’Italia negli anni 1849/49 con particolare riferimento agli effetti del Congresso di Vienna fino alla Repubblica Romana.

L’incontro, magistralmente moderato da Federica Calandro, ha avuto inizio con una breve introduzione della Professoressa Boni che ha spiegato come fosse stato organizzato il lavoro, rimarcando l’estrema dedizione delle ragazze in un periodo di intenso carico didattico. Francesca Pici ha quindi presentato il suo lavoro sul Risorgimento in generale, focalizzandosi poi sul ruolo delle donne e come la partecipazione femminile agli eventi sia stata sempre più attiva. Chiara di Benedetto ha tracciato una interessante profilo dell’eroina brasiliana delineando la sua biografia sulla base di precise fonti documentali. Infine Eleonora Cannucciari ha inserito la breve vita dell’eroina in una più ampia visione mitica. Costanza Ravizza Garibaldi ha chiuso i lavori ringraziando i presenti per la partecipazione e i relatori per la loro disponibilità aggiungendo un piccolo ricordo di famiglia sulla figura di Anita Garibaldi: Menotti, che aveva nove anni quando la madre morì, la ricordava alla sue figlie come una madre dolcissima.

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