CULTURA

Intervento di Filippo Fasano ANPI “Vittorio Arrigoni” Aprilia

1924 – 2024 Centenario dell’Assassinio di Giacomo Matteotti

Il 10 Giugno 1924  Giacomo Matteotti segretario del PSU (Partito Socialista Unitario)  fu assassinato da sicari fascisti che, senza nessun freno morale, fecero, oltre tutto, scempio del suo corpo. Aveva 39 anni. Lasciava la moglie Velia 38 anni e tre figli: Giancarlo di sei anni, Matteo di tre e Isabella di due. Era nato a Fratta Polesine (Rovigo) nel 1885.

Fu la tragica conclusione di un percorso di vita completamente votato alla realizzazione di una società in cui la dignità della persona, il rispetto delle regole democratiche, il comportamento politico coerente con la propria funzione, valori che di fatto confliggevano con un periodo drammatico, violento che preparava la Dittatura fascista. Fu pacifista nella Grande Guerra avendo aderito al socialismo abbracciando il principio della fratellanza dei popoli, “contro tutte le guerre”; fu intransigente contro il trasformismo opportunista di Mussolini; fu un accusatore implacabile della violenza fascista, in Parlamento e nelle piazze, indicando nomi, luoghi e circostanze e ripetutamente chiedendo che le squadre fasciste fossero incriminate  come associazioni a delinquere. Le aggressioni fisiche e morali che subiva frequentemente , le accorate implorazioni della madre e della giovane moglie a non esporsi non potevano fermarlo. Era nel suo carattere l’atteggiamento non compromissorio e refrattario agli accomodamenti.

Mussolini era dunque spaventato dalla sua intransigenza, irriducibilità non risolvibile se non con l’assassinio.Dopo il celebre discorso del 30 maggio in Parlamento in cui Matteotti aveva denunciato la violenza nelle elezioni del 6 Aprile 1924, sul giornale Il popolo d’ItaliaMussolini scrive che era necessario “dare una lezione al deputato del Polesine”. L’invito è prontamente accolto e il 10 giugno ’24, a Roma, un quintetto fascista aggredisce e rapisce Matteotti in Lungotevere Arnaldo da Brescia. Caricato a forza su una macchina, il parlamentare socialista viene ucciso a coltellate dopo ripetute percosse. Le spoglie verranno trovate, occultate in un boschetto di Riano Flaminio, solo il 15 agosto.

Segretario del PSU (Partito Socialista Unitario) dal 1922, sentiva fortemente la responsabilità nazionale di creare le condizioni politiche e morali per fermare il fascismo. Aveva capito, prima di altri, che la natura del fascismo è criminale ed è (d’accordo con un giovanissimo torinese, liberale di formazione, Piero Gobetti)  la “rivelazione” dei mali storici italiani. Contro ogni sovversivismo demagogico, contro ogni teoria degli “avvenimenti fatali e ineluttabili” che abituano le masse alla passività e a perdere di vista il presente drammatico,invitava a creare alleanze anche con le forze borghesi progressiste, spingeva all’azione continua e intensa, imponeva la disciplina, suggeriva il momento dell’educazione. Un riformista. E questo, tra l’altro,dopo la fine del fascismo, la dice lunga sulla immeritata sottostimata valutazione nel Pantheon degli antifascisti, nonostante il suo nome fosse presente nella toponomastica delle città, e non solo italiane, enonostante nel periodo della Resistenza fossero numerose le Brigate Matteotti.      

Piero Gobetti traccia così il profilo di Giacomo Matteotti: “…Sentiva che per combattere il fascismo nel campo politico occorreva opporgli esempi di dignità con resistenza tenace”. Era un uomo “.. che non se la intende con il vincitore, che combatte alla luce del sole, che non si arrende alle allucinazioni collettive, che non ha bisogno di chiamare eroismo la sua ferma coscienza morale”. Anche Piero Gobetti sarà assassinato dagli scherani fascisti. Morì profugo a Parigi due anni dopo Matteotti per i postumi delle percosse e pestaggi subiti. Non aveva neanche compiuto i 25 anni d’età. E’ sepolto nel cimitero monumentale parigino di Pére-Lachaise

Viene da pensare a un articolo della nostra Costituzione tra i più dimenticati e bistrattati oggi, e che dice:

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Con la profonda dignità e l’alto senso civico dimostrati in un tragico momento della nostra storia, Matteotti è diventato l’archetipo dell’avversario tenace e incorruttibile del fascismo. Un esempio il suo, animato da un solido imperativo morale e da un forte slancio civile, che ancora interroga la vita politica e culturale del nostro Paese. Vogliamo ricordarlo per contribuire, nel nostro piccolo, ad accendere l’interesse per la grande politica e per invitare i/le cittadini/e a tener presente che “La sovranità appartiene al popolo… (art.1 Cost.)

Siete invitati. Ne parleremo con esperti studiosi Venerdì  24 dalle ore 17.30 alla Sala convegni del Parco Friuli in via Veneto 2 Aprilia.

   

           Filippo Fasano

ANPI “Vittorio Arrigoni” Aprilia

 

@ RIPRODUZIONE RISERVATA