Quattro morti in cinque settimane. Un tristissimo record caratterizza le arterie pontine. In particolare ad Aprilia, in quest’ultimo mese, sono state tante, troppe le vittime di incidenti stradali. Una lunga scia di sangue che nessuno sembra in grado di contrastare. Sono soprattutto le strade periferiche ad essere quelle con il maggior tasso di mortalità. Un dramma continuo che non sembra avere fine. Era il 26 maggio scorso quando Daniele Ciarla, un giovane non ancora ventiduenne, perse la vita su via Fossignano all’altezza di via Mincio, zona Camilleri, a seguito di un terribile scontro con una Fiat Punto mentre era in sella ad una moto. Per il ragazzo, molto conosciuto nel quartiere di Fossignano, nonostante i soccorsi immediati ed il tentativo di rianimazione durato circa venti minuti, non ci fu nulla da fare. Un episodio che scosse l’intera comunità della borgata, purtroppo non nuova a queste vere e proprie tragedie. Via Fossignano rimane una delle arterie periferiche più pericolose dell’intero territorio apriliano. Scarsa illuminazione pubblica, un manto stradale in alcuni tratti pessimo e la stessa conformazione della strada, che possiede molti lunghi rettilinei e curve pericolose, ne fanno una delle strade “killer” pontine. Lo stesso 26 maggio, vero e proprio giorno maledetto, la mattina, su una traversa di via Selciatella venne investito un romeno di 55 anni mentre portava a piedi un motorino risultato poi rubato. L’uomo venne colpito da un camion che poco prima aveva urtato un furgoncino fermo sulla strada. La carambola che si generò fu fatale all’uomo rimasto schiacciato dal camion. Ma a perdere la vita lungo via Selciatella, purtroppo, è stato anche il diciottenne Claudio Miron. Il ragazzo, anch’egli di origine romena, viaggiava su una Peugeot 106 guidata da un diciannovenne suo connazionale che, mentre tentava di sorpassare un camion, è andata a scontrarsi con una Fiat Croma al cui volante c’era una signora di 42 anni che viaggiava nel senso opposto. Un frontale violentissimo in cui ad avere la peggio fu proprio Claudio Miron. Il giovane, nonostante i soccorsi immediati ed un trasferimento d’urgenza al San Camillo di Roma in elicottero, morì la sera stessa per le gravissime ferite riportate a causa dell’impatto. L’ultima vittima in ordine di tempo è l’apriliano Alessandro Redini che pochi giorni fa ha perso la vita su via Nettunense mentre si recava a lavoro. Il 35enne molto conosciuto in città era alla guida della sua moto, una Honda Cbr 600, quando all’altezza dello svincolo della Pontina ha sbandato finendo contro un palo della segnaletica. Il giovane centauro è morto sul colpo. Quattro vittime in poco più di trenta giorni a testimonianza di quanto siano insicure le strade apriliane. Servono interventi urgenti di messa in sicurezza per fermare questa lunga scia di sangue che sta “macchiando” le arterie pontine.
Alta velocità, distrazione e manto stradale impraticabile tra le cause dei sinistri
Strade killer, 4 morti in un mese
Una lunga scia di sangue che sembra non avere fine
9 Luglio 2014
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