CRONACA

La madre della giovane vittima chiede al Ministro Lupi di introdurre il reato nella giurisprudenza

Stella Manzi, 10 mila firme per il reato di omicidio stradale

"Morti assurde come quella di mia figlia non devono più verificarsi"

Oltre 10mila firme in poche ore. L’appello per la piccola Stella Manzi, travolta e uccisa da un pirata della strada lo scorso 26 dicembre, è stato lanciato da pochi giorni su internet e le adesioni sono già tantissime. La famiglia chiede una pena adeguata e nessuno sconto per l’uomo che ha guidato il mezzo killer. Ieri durante la prima udienza preliminare il Pm ha rifiutato la proposta di patteggiamento avanzata dalla difesa a 4 anni di reclusione. Le parti si rivedranno il 20 novembre. Ma la madre della bimba, Giannina Calissano, non si arrende e punta ad andare a processo. “Il 26 dicembre dello scorso anno, io e la mia famiglia fummo vittime di un terribile incidente – scrive sulla petizione – con un sorpasso azzardato un uomo invadeva la corsia opposta centrando in pieno la Fiat Panda dove ci trovavamo. Stella Manzi, la mia bambina, è morta pochi giorni dopo e aveva otto anni”. La donna chiede al ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, l’introduzione del reato di omicidio stradale. “L’uomo drogato, alcolizzato e senza patente che con una macchina rubata uccise mia figlia sta patteggiando per quattro anni di pena detentiva. Dopo appena sei mesi di carcere, costui è agli arresti domiciliari a Desio, libero di muoversi”. Per la mamma di Stella, “una giurisprudenza più completa è necessaria: nel caso di incidenti mortali, con i colpevoli poi risultati ubriachi o drogati”, in questi giorni “il giudice si pronuncerà in merito alla richiesta di patteggiamento da parte dell’assassino. Il mio dolore potrebbe venire notevolmente amplificato”. E in conclusione spiega: “Faccio questo appello pubblico affinché l’assassino di mia figlia non possa patteggiare e affinché venga al più presto introdotto il reato di omicidio stradale. Non si devono più verificare- si legge nella petizione lanciata su una delle più grande piattaforme di attivismo online – morti assurde come quella di mia figlia Stella”

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