APRILIA – Adescavano clienti attratti da incontri hot a basso prezzo. Poi però, invece di una serata a luci rosse, venivano rapinati dei soldi e dei cellulari. A finire nei guai è stata una coppia, un 56enne originario di Roma e una donna di 38 anni di nazionalità bulgara che utilizzavano un’abitazione situata nel cuore del quartiere popolare di Toscanini dove vivevano. Ma i due avevano trasformato quell’appartamento in una trappola pericolosa. L’accusa che pende su di loro, a seguito di indagini condotte dai carabinieri del reparto territoriale di Aprilia e dagli agenti del commissariato di polizia, è quella di rapina aggravata e lesioni. Per questo, nella giornata di martedì, la coppia è stata raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’autorità giudiziaria competente. I due sono gravemente iniziati, a vario titolo ed in concorso tra loro, di almeno tre casi di rapine, episodi avvenuti ad Aprilia nei mesi di gennaio, marzo ed aprile scorso. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli ignari clienti, dopo aver contattato un’utenza telefonica pubblicizzata su un sito internet dedicato ad annunci per incontri hot, attratti dal costo particolarmente basso e contenuto della prestazione proposta, circa 20 euro, venivano invitati a raggiungere l’appartamento situato nel quartiere Toscanini. Una volta giunti sul posto, le vittime venivano inizialmente accolte dalla donna che li faceva entrare in casa e iniziava a parlagli, cercando di creare un’atmosfera calda e accogliente. Poi, qualche minuto dopo, quando le vittime si erano spogliate o stavano per farlo, la brutta sorpresa. A quel punto, infatti, compariva il 58enne armato di coltello o di cacciavite. Brandendo l’arma e minacciando le vittime, l’aggressore si faceva consegnare soldi contanti, telefoni cellulari ed oggetti personali di valore. Per i clienti non restava che fuggire il prima possibile dall’appartamento senza più un soldo in tasca e rapinati anche degli effetti personali. Una situazione che si sarebbe ripetuta almeno tre volte. L’attività di indagine di carabinieri e polizia ha consentito di accertare che, in alcuni casi, il 58enne non si sarebbe limitato a minacciare le vittime, ma, a fronte di tentativi di resistenza da parte delle vittime, sarebbe passato, ben presto, dalle parole ai fatti, colpendo quei clienti restii con diversi fendenti. Un paio di malcapitati hanno quindi dovuto fare ricorso alle cure sanitarie in ospedale, oltre che a diversi punti di sutura a seguito delle lesioni riportate. Alcuni ferite, infatti, avrebbero interessato anche zone cosiddette vitali, come il collo e la testa. Insomma, lesioni gravi che hanno rischiato di mettere in pericolo la vita delle vittime. L’articolata attività investigativa, sviluppata attraverso le parole ed i racconti dei clienti finiti nella trappola orchestrata dalla coppia, l’analisi degli elementi acquisiti ed i conseguenti approfondimenti svolti, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati e di ricostruire il presunto modus operandi adottato dagli stessi. Nell’ambito delle ricerche congiuntamente condotte, gli indagati sono stati rintracciati nel pomeriggio di martedì ad Aprilia dagli agenti della squadra volante di Aprilia che, insieme ai militari del reparto territoriale di via Tiberio, hanno proceduto al loro arresto in esecuzione della misura cautelare emessa dal tribunale di Latina. Una volta terminate procedure di identificazione, il 58enne romano è stato trasferito nel carcere pontino di via Aspromonte, mentre la donna a Rebibbia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
(Foto di repertorio)