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9° articolo rubrica “La Salute come diritto e dovere” Settembre 2026

Sanità nel Lazio: ricette elettroniche ai privati accreditati, tra efficienza e insidie di bilancio

9° articolo rubrica “La Salute come diritto e dovere” Settembre 2026. 

Avvocato Luca Rossi Vice Presidente e socio fondatore SIPOD APS

 

Cari lettori,

Recentemente la Regione Lazio ha varato un provvedimento destinato a ridisegnare gli equilibri del servizio sanitario sul territorio: con la Deliberazione di Giunta Regionale (DGR) n. 629 del 30 luglio 2026 (Fonte: Bollettino Ufficiale della Regione Lazio – BURL), prende il via una sperimentazione semestrale che assegna la facoltà di emettere ricette elettroniche dematerializzate SSN ai medici specialisti operanti nelle strutture private accreditate e convenzionate. Si tratta di una svolta operativa rilevante, che merita un’attenta lettura tra vantaggi tangibili per l’utenza e insidie per la tenuta del sistema pubblico.

Il nodo da sciogliere: la fine del “ping-pong” burocratico

Fino a oggi, il percorso del paziente che si rivolgeva a una clinica accreditata si scontrava con un paradosso amministrativo. Terminato l’esame o la visita, per ottenere la prescrizione di farmaci a carico del Servizio Sanitario Regionale (SSR) o per prenotare un controllo successivo, il cittadino doveva necessariamente tornare dal proprio medico di famiglia per farsi compilare la relativa impegnativa.

Questo meccanismo non solo sovraccaricava gli studi dei medici di medicina generale con una mole sproporzionata di “ricette indotte”, ma falsava le liste d’attesa del ReCUP: i semplici controlli (follow-up) venivano spesso reinseriti a sistema come prime visite, togliendo spazio e risorse a chi necessitava di prestazioni urgenti con codici di priorità breve o differita (B e D).

Con il nuovo dispositivo, lo specialista della struttura accreditata potrà prescrivere direttamente le terapie farmacologiche al termine della prestazione e prenotare i successivi controlli all’interno di agende digitali dedicate. Il flusso transiterà sulla piattaforma regionale SISMED (Fonte: Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria), senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale e rimanendo ancorato ai tetti di spesa già assegnati alle ASL.

I benefici immediati sul campo

Sul piano pratico, i vantaggi per i cittadini appaiono concreti:

  • Percorsi più rapidi: il paziente esce dalla clinica convenzionata con il promemoria dematerializzato già emesso, potendo ritirare subito i farmaci in farmacia e fissare la visita successiva senza doversi rimettere in coda al ReCUP.
  • Respiro per i medici di medicina generale: liberati dall’onere della mera trascrizione burocratica di referti altrui, i medici di famiglia possono recuperare tempo clinico essenziale da dedicare ai pazienti complessi e all’assistenza domiciliare integrata, riducendo al contempo il contenzioso medico-legale legato alla prescrizione di terapie stabilite da terzi (Fonte: Linee guida FNOMCeO sull’appropriatezza prescrittiva).
  • Maggior fluidità nei primi accessi: l’uscita delle prestazioni di controllo dal circuito generale promette di decongestionare le liste ordinarie di prenotazione.

Le ombre e i rischi: il pericolo di uno squilibrio di sistema

Accanto ai benefici, emergono tuttavia criticità che preoccupano addetti ai lavori e sindacati di categoria:

  • Auto-prescrizione e conflitto d’interessi: concedere il ricettario pubblico a chi materialmente eroga la prestazione introduce il rischio di un incremento opportunistico di esami diagnostici e follow-up interni, esaurendo rapidamente i budget contrattualizzati a scapito di altri servizi territoriali.
  • Indebolimento del filtro di appropriatezza: la tutela della spesa sanitaria non passa più attraverso il vaglio clinico preventivo del medico curante, ma viene demandata a verifiche informatiche e statistiche a posteriori.
  • Fidelizzazione del paziente e divario pubblico-privato: canalizzando i controlli unicamente nelle agende interne della struttura erogatrice, il paziente rischia di essere trattenuto all’interno del circuito privato convenzionato, sottraendo casistica agli ospedali pubblici. Inoltre, imponendo alle strutture il requisito di almeno sei branche specialistiche attive o la presenza del Pronto Soccorso per accedere alla sperimentazione, il provvedimento finisce per favorire i grandi gruppi sanitari accreditati a scapito dei poliambulatori territoriali minori.

A fare da argine, la Regione ha introdotto vincoli stringenti: obbligo di mantenere inalterati i volumi minimi per i primi accessi rispetto al 2025 e una reportistica mensile a carico delle direzioni sanitarie, con espressa previsione di revoca dell’abilitazione in caso di scostamenti o anomalie di prescrizione.

La regia dell’atto: chi guida il cambiamento

Il provvedimento porta un’impronta politica e programmatoria ben definita. L’atto è stato approvato dalla Giunta Regionale «su proposta del Presidente» Francesco Rocca.

L’istruttoria tecnica e gestionale porta la firma dei vertici amministrativi della sanità laziale: il Direttore Generale della Direzione Salute Andrea Urbani, affiancato dalle dirigenti della Direzione Regionale Eleonora Lo Cascio (Area Rete Ospedaliera e Specialistica) e Alessandra Diodati (Area Attività Specialistica e Liste di Attesa) (Fonti: Decreti di conferimento incarichi dirigenziali, Regione Lazio).

Ci troviamo di fronte a un cambio di paradigma significativo. Nei prossimi sei mesi la verifica dell’efficacia della delibera dipenderà dalla trasparenza dei dati e dal rigore dei controlli demandati alle singole ASL: la necessaria semplificazione per i cittadini non dovrà tradursi in una silenziosa privatizzazione delle risorse del Servizio Sanitario Regionale.

Elenco Completo delle Fonti

  1. Regione Lazio – Giunta Regionale: Deliberazione 30 luglio 2026, n. 629 avente a oggetto l’avvio della sperimentazione per la dematerializzazione delle prescrizioni specialistiche e farmaceutiche presso gli erogatori privati accreditati.
  2. BURL (Bollettino Ufficiale della Regione Lazio): Pubblicazione degli atti deliberativi e decreti dirigenziali dell’Area Rete Ospedaliera, Specialistica e Liste di Attesa.
  3. Piattaforma SISMED Lazio: Sistema Informativo Sanitario Regionale per la tracciabilità delle ricette e la gestione dei flussi prescrittivi.
  4. FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri): Note deontologiche in materia di continuità assistenziale, autonomia prescrittiva e responsabilità professionale nel rilascio delle ricette SSN indotte.

 

Avv. Luca Rossi  Contatti

Avvocato Dr. Luca Rossi, Tel.: 06 25398745 – Mobile: 338 2615445 https://www.legalerossi.it/studio.php – Email: avv.lucarossi@tiscali.it

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