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Rubrica a cura dell'avvocato Felice Sibilla, per info e consulenza: felicesibilla@libero.it

L’AUTO DI CORTESIA NELLA RCA – I consigli dell’avvocato Sibilla

Aprilia – Nel caso di sinistri stradali il danno patrimoniale può essere oggetto di cessione del credito (vedi art. nov 2019); anzi, questa è una prassi sempre più diffusa, per cui l’utente ottiene la riparazione della propria autovettura senza dover anticipare le spese; la carrozzeria, n.q. di cessionaria del credito, si sostituisce al proprietario dell’auto danneggiata nella trattazione e gestione del sinistro. Nell’ambito del danno patrimoniale rientra il c.d. danno da “fermo tecnico” che consiste, ad esempio, nel deprezzamento del bene sul mercato, nell’imposta di bollo e/o nel premio assicurativo pagati per il periodo durante il quale non si è potuto godere del mezzo perché in riparazione ed il costo dell’auto sostitutiva per il periodo necessario alla riparazione.

Secondo la Giurisprudenza più recente, trattasi di pregiudizi di natura economica che il danneggiato subisce a causa ed in conseguenza del sinistro che, pur non costituendo danni in re ispa, sono dimostrabili anche con semplici presunzioni (Corte di Cassazione Civ. – Sez. III – Sentenza n. 6448 del 03-03-2023)

In particolare, la richiesta di auto sostitutiva può trovare giustificazione laddove la riparazione necessiti di non meno 6 ore lavorative; è un servizio che il riparatore – senza alcun obbligo – può fornire alla propria Clientela nei limiti della propria disponibilità.

La presunzione in virtù della quale, secondo l’orientamento della giurisprudenza di legittimità, deve ritenersi assolto l’onere probatorio è costituita già semplicemente dalla fattura del noleggio attestante la spesa affrontata per l’auto sostituita. In questi casi – ovviamente la fattura deve essere congrua rispetto ai tempi di riparazione – la Cassazione (ordinanza 27389/22) ha chiarito che il diniego motivato perché “manca la prova della necessità” è pretestuoso ed infondato: l’unico onere del danneggiato è infatti quello di dimostrare di aver noleggiato effettivamente un altro veicolo in conseguenza del danneggiamento del proprio e dunque che vi è stato un danno patrimoniale. La prova che le spese per il noleggio sono dovute al fermo tecnico non consiste quindi nella dimostrazione che il proprietario “avesse davvero la necessità di servirsene”, cioè nella dimostrazione dell’uso della vettura sostitutiva, ma nella dimostrazione che quelle spese sono state rese necessarie dal danneggiamento del proprio veicolo.

La fattispecie potrebbe aver risvolti diversi quando il servizio in commento è contrattualizzato in una clausola della polizza assicurativa; dove a fronte di uno sconto sul premio, l’assicurato si impegna a rivolgersi, in caso di sinistro, a riparatori convenzionati con la Compagnia. In questi casi la Compagnia potrebbe negare il rimborso dell’auto sostitutiva, perché sarebbe stato un servizio gratuito se l’utente si fosse rivolto ad un riparatore convenzionato e non a quello di Sua fiducia non convenzionato con la Compagnia che deve rimborsare.

Sulla validità di tali clausole la Cassazione ha modificato il proprio orientamento, atteso che in passato ha ritenuto l’illegittimità delle clausole che limitano la scelta dell’utente nel riparatore (Cass ord. 34950/21); più recentemente ne riconosce la validità, escludendo la natura vessatoria, perchè finalizzate a meglio specificare l’oggetto del contratto piuttosto che limitare la responsabilità di una Parte (Corte di Cassazione, Sezione III, con l’ordinanza 4 settembre 2023, n. 25743).

Maggio 2024 Avv. Felice Sibilla

 

 

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