ATTUALITÀ

Parte l'esposto dei cittadini che abitano intorno all'impianto di compostaggio controllato da Acea

Kyklos, i residenti si rivolgono alla Procura

Gli abitanti chiedono un piano di evacuazione in caso di emergenza e nasi elettronici per il controllo dell'aria

Dopo l’incidente di qualche giorno fa avvenuto all’interno dello stabilimento Kykllos in cui hanno perso la vita due lavoratori, si riaccendono le preoccupazione dei residenti delle zone periferiche di Aprilia e Netturno che abitano intorno all’impianto di trattamento dei rifiuti. Da anni i residenti lamentano costanti e forti disturbi odorigeni provenienti dall’impianto di compostaggio controllato da Acea. Per questo giovedì scorso hanno presentato l’ennesimo esposto in Procura, nel quale hanno ricordato non solo l’incidente di lunedì 28, ma anche il poderoso incendio avvenuto nell’agosto 2012 “che – si legge nell’atto – ha messo a grave rischio l’incolumità dei molti abitanti della zona circostante per ben cinque giorni, prima che i Vigili del Fuoco riuscissero a domare le alte fiamme e il denso fumo”. “Sebbene la Procura di Latina abbia rubricato un procedimento penale, anche a seguito delle indagini del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri – continuano i cittadini – ad oggi non risultano effettuati interventi sostanziali da parte delle Autorità preposte volti alla risoluzione tecnica delle emissioni maleodoranti, del rilascio di materiali polverosi che si depositano con evidenza su balconi e terrazzi e, soprattutto, volti alla prevenzione di gravissimi incidenti, finanche mortali. In considerazione della poca attenzione prestata alle civili istanze dei cittadini, si chiede a tutti gli Enti ed alle Autorità, per quanto di loro competenza, di eseguire i debiti controlli per quanto riguarda l’attività della Kyklos, la salubrità dell’aria e delle falde acquifere”. Una situazione ormai divenuta al limite della sostenibilità. I cittadini chiedono risposte in tempi brevi dalle autorità competenti. In particolare viene richiesto un piano di emergenza ed evacuazione in caso di incidente concordato con la popolazione, la certificazione ufficiale della non pericolosità per la salute pubblica riguardo l’abitabilità della vasta area circostante l’impianto interessata dai miasmi, il monitoraggio continuo dell’impatto odorigeno, tramite posizionamento di “nasi elettronici”, i cui risultati siano a disposizione della popolazione, il monitoraggio delle acque e falde mediante analisi approfondite, l’attuazione delle modifiche d’impianto da tempo concordate con la Kyklos e con il Comune di Aprilia, affinché alcuni processi avvengano al chiuso e si abbattano anche i persistenti rumori notturni che disturbano la popolazione. “Il paventato raddoppio – conclude l’esposto – con l’inserimento di una centrale biogas non fa altro che presagire l’ulteriore aggravarsi dei disagi”.

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