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Rubrica a cura dell’Avvocato Penalista Luana Sciamanna, consulente penale nei Centri Antiviolenza “Piccoli Passi” Ariccia e “Ricomincio da me” Rocca Priora

In caso di violenza basta l’allontanamento del partner dalla casa coniugale?

Il Codice Rosso ha introdotto importanti provvedimenti anche in tutte quelle situazioni, soprattutto di maltrattamenti familiari, in cui spesso la vittima dopo aver denunciato ottiene un provvedimento cautelare che ne tuteli l’incolumità.  Spesso, in queste circostanze, l’aggressore non intende allontanarsi dall’abitazione coniugale ovvero, nonostante un divieto di avvicinamento alla vittima, viola le disposizioni cautelari superando i limiti che gli sono stati imposti dal Giudice.

La norma in questione ha sollevato numerose perplessità tra gli operatori del diritto soprattutto in considerazione del fatto che, nonostante siano state introdotte due nuove fattispecie di reato a tutela delle vittime, di contro non sia stato conferito alle Forze dell’Ordine un adeguato potere di intervento.

Ma vediamo la norma nel dettaglio. All’articolo 4 del “Codice Rosso” è stata introdotta una nuova fattispecie di reato in occasione della violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa previsti dal nuovo articolo 387-bis codice penale che testualmente recita: 

Chiunque, essendovi legalmente sottoposto, violi gli obblighi o i divieti derivanti dal provvedimento che applica le misure cautelari di cui agli articoli 282 bis (Allontanamento dalla casa familiare, ndr) e 282 ter (Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, ndr) del codice di procedura penale o dall’ordine di cui all’articolo 384 bis (Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, ndr) del medesimo codice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Ebbene l’applicazione di misure cautelari in favore della vittima le consentono di vivere in sicurezza durante il regolare svolgimento delle attività di indagini e delle successive attività processuali, di talchè laddove le stesse venissero violate da parte del reo, vi sarebbe un evidente stato pericolo.

Proprio in quest’ottica di estremo garantismo per la tutela delle vittime trova spazio questa nuova fattispecie normativa che ha lo scopo di dare maggior sostegno agli strumenti di prevenzione dei reati di genere, rafforzando la risposta dello Stato contro i responsabili di condotte violente.

Non sono mancate, tuttavia, le critiche degli operatori del settore che ritengono la norma utile, ma insoddisfacente laddove non consente agli agenti di polizia giudiziaria l’arresto in flagranza di colui che si renda responsabile dei reati in esame.

Ed invero l’arresto in flagranza di reato è sempre obbligatorio per le Forze dell’Ordine per tutti quei delitti non colposi per cui sia prevista una pena minima non inferiore a 5 anni, mentre l’arresto facoltativo in flagranza è previsto per quei reati per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni ovvero di un delitto colposo per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni.

Ebbene l’art. 387 bis – così come formulato nel Codice Rosso – non consente l’applicazione né dell’arresto obbligatorio né tantomeno di quello facoltativo, di talchè la vittima potrà naturalmente attivare immediatamente le Forze dell’Ordine che provvederanno senza indugio ad informare la Procura della Repubblica competente e applicare tutti i provvedimenti cautelari necessari ad assicurare una piena ed efficace tutela dell’incolumità fisica e psichica della vittima.

Tuttavia non sarà possibile per gli agenti di Polizia Giudiziaria assicurare immediatamente il responsabile alla legge, essendo necessario passare per il tramite della Giustizia penale.

Un vulnus normativo che lascia perplessi, ma siamo ben convinti che in questo clima di forte attenzione alle donne e di repressione dei reati di genere, il legislatore potrà, ci auguriamo prestissimo, approntare tutti i miglioramenti normativi atti a garantire una sempre più efficace risposta dello Stato nei confronti dei responsabili di questi reati.

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