ATTUALITÀ

Rubrica a cura dell'Avvocato Felice Sibilla. Mail: felicesibilla@libero.it

Il trasferimento di residenza del minore non concordato, rimedi contro l’inadempimento della bi genitorialità

Aprilia – Le condizioni di separazione coniugale, giudiziale e/o consensuale, sono sempre modificabili, sia sotto il profilo economico che per quanto attiene all’affidamento dei minori. La materia è spesso fonte di controversie, il diritto del minore alla bi genitorialità (art.337 ter c.c.) trova applicazione quando i genitori sono uniti, anche quando pur separati/divorziati vivono nella stessa città ed hanno continuato a mantenere rapporti quanto meno di reciproco rispetto. Spesso, tuttavia, accade che i minori siano travolti nelle liti e nell’astio che gli adulti reciprocamente si riserbano.

La casistica è infinita, il Legislatore ha tentato di porre rimedio (attraverso la procedura ex art.709 ter cpc e più recentemente con l’adozione da parte dei vari Tribunali dei “protocolli d’intensa” per meglio disciplinare le spese straordinarie), ma come diceva il giurista A. C. Jemmolo “…la famiglia anche disgregata è un isola che il mare del diritto può solo lambire…”. Uno dei possibili motivi di scontro che inevitabilmente altera la dinamica del principio della bi genitorialità è il trasferimento di residenza non preventivamente concordato.

La Suprema Corte di Cassazione si è espressa di recente con l’ordinanza nr.4796/22 stabilendo che “il giudice del merito chiamato ad autorizzare il trasferimento di residenza del genitore collocatario del minore deve pertanto valutare con l’interesse di quest’ultimo, nell’apprezzata sussistenza della residenza abituale quale centro di interessi e relazioni affettive, quello del genitore che abbia richiesto il trasferimento e, ancora, del genitore non collocatario su cui ricadono gli effetti del trasferimento autorizzato, per le diverse peggiorative modalità di frequentazione del figlio che gliene derivino”.

A norma dell’art. 337 ter, III comma i genitori sono chiamati a concordare “la scelta della residenza abituale del minore”, trattasi di una delle decisioni attraverso le quali si dovrebbe realizzare il diritto del minore alla bigenitorialità, ovvero il diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori. Certamente la libertà del genitore di trasferirsi non comporta di per se l’inidoneità all’affidamento ovvero la revoca della collocazione presso di se della prole, ma deve necessariamente essere letta alla stregua del principio della bi genitorialità e valutate le conseguenze che si ripercuotono sul minore e sul genitore non collocatario. Per tale ragioni, il Giudice adito nel decidere sulla richiesta di trasferimento del minore dovrebbe esclusivamente valutare se sia più funzionale al suo interesse il collocamento presso l’uno o l’altro genitore. La giurisprudenza ha elaborato alcuni criteri che aiutano il Tribunale nella decisione: le oggettive motivazioni che hanno determinato il trasferimento; i tempi e le modalità di frequentazione tra il figlio e il genitore non collocatario, laddove quest’ultimo non possa a sua volta trasferirsi; le relazioni maturate dal minore (parenti, ascendenti, amici); ovviamente il luogo/ambiente dove il genitore collocatario intende trasferirsi; l’età del minore e quindi eventualmente anche la Sua consapevole volontà.

Ma cosa, succede se un genitore trasferisce la propria residenza in altro Comune, unitamente ai figli minori, senza il consenso dell’altro genitore. In questi casi è possibile ricorrere ex art 709-ter c.p.c. che – introdotto dalla l. 54/06 con il duplice scopo di disciplinare la soluzione delle controversie tra genitori nell’esercizio della responsabilità genitoriale e di sanzionare eventuali inadempimenti – in via “autonoma”, ovvero in via “incidentale” nel corso di un giudizio di separazione ancora pendente, laddove sorgano ulteriori controversie ovvero vi sia un inadempimento rispetto a decisioni già assunte. Il Giudice sentite le parti, nel caso in cui accerti le inadempienze lamentate dal ricorrente ovvero la sussistenza di condotte che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente: a) ammonire il genitore inadempiente; b) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; c) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro; d) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende. …”.

Il trasferimento di residenza non preventivamente autorizzato/concordato, può essere oggetto, quindi, di ricorso ex art. 709 ter cpc presso il Tribunale nel cui circondario rientra il Comune di residenza abituale del minore, senza che assumano rilievo la mera residenza anagrafica o eventuali trasferimenti contingenti o temporanei. (Cassazione civile sez. I, 14/12/2017, n.30123)

Settembre 2022

Avv. Felice Sibilla

felicesibilla@libero.it

@ RIPRODUZIONE RISERVATA