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Dei 47 appezzamenti di terreno coltivabili di via Toscanini ne sono stati assegnati soltanto 17

Il flop degli orti pubblici urbani

L'amministrazione riapre i termini del bando che scadrà il 6 giugno prossimo

Il flop degli orti urbani. L’amministrazione comunale corre ai ripari e in questi giorni ha pubblicato un secondo bando per l’assegnazione degli orti pubblici comunali di via Toscanini. Dei quarantasette realizzati nel quartiere, solo diciassette sono stati dati in gestione ai residenti. Un mezzo fiasco dovuto alle poche domande giunte presso l’ente di piazza Roma. Per questo l’esecutivo di piazza Roma è stato costretto a riaprire i termini del bando pubblico. I cittadini interessati possono far richiesta di assegnazione dei trenta orti urbani rimasti presentando domanda presso l’ufficio protocollo del comune di Aprilia entro il 6 giugno prossimo. “L’assegnazione di appezzamenti di terreno da coltivare a orto – si legge nella determina dirigenziale – risponde a diversi obiettivi di grande importanza per la città come la riqualificazione di aree di territorio inutilizzate o da sottrarre all’abbandono di rifiuti, incuria o cementificazione, di funzione sociale costituita dalla creazione di un impiego di carattere ricreativo e culturale, non a fini di lucro, con lo scopo di promuovere l’autonomia delle
persone anziane, l’integrazione tra le diverse generazioni, etnie e culture; di funzione didattica che mostra come attraverso il proprio piccolo orto e i suoi prodotti, si possa sviluppare un maggiore attaccamento al proprio territorio e attraverso il lavoro manuale si possa sviluppare una maggiore consapevolezza nei propri acquisti e consumi; di funzione ambientale in quanto gli orti contribuiscono a ripristinare la biodiversità con la reintroduzione di essenze quali erbe aromatiche, cespugli da frutto e ortaggi e di funzione educativa”. Possono fare richiesta tutti i residenti maggiorenni che non possiedano già un appezzamento di proprietà. Riceveranno un punteggio aggiuntivo i pensionati ultrasettantenni e gli appartenenti a categorie protette. Il venti percento degli orti, invece, saranno riservati ad associazioni con finalità sociali.

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