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Controversie telefoniche tra indennizzi e risarcimento

La richiesta di risarcimento danni per inadempimento contrattuale in materia di telecomunicazione deve essere obbligatoriamente preceduta dal tentativo di conciliazione al Corecom, appositamente istituito con competenza regionale.

In difetto di conciliazione, si può procedere con la domanda giudiziale, dove spesso il gestore chiamato in giudizio è solito eccepire l’improcedibilità, laddove non vi sia coincidenza tra quanto oggetto del tentativo di conciliazione e quanto richiesto al Giudice.

Sul punto è bene evidenziare alcuni aspetti: il tentativo di conciliazione non ha natura di controversia giudiziale e quindi non ha una “causa petendi” ed un “petitum” in senso tecnico, tant’è che in questa sede non è obbligatoria la difesa tecnica.

Innanzi al Corecom è possibile chiedere solo l’indennizzo previsto dall’AGCOM, sulla scorta di una tabella che a seconda della tipologia di inadempimento, della natura dell’utente se consumatore ovvero business, riconosce forfettariamente un determinato importo.

Proprio per la natura conciliativa e deflattiva del procedimento, in questa sede non si può chiedere un vero e proprio risarcimento del danno, né è necessario provare il danno subito, ma è sufficiente solo l’inadempimento contrattuale lamentato, ad esempio servizi richiesti e inattivati, ovvero non funzionanti, ovvero attivazione di servizi mai richiesti ecc.

Nell’ottica del legislatore comunitario prima e nazionale dopo, questi c.d. indennizzi “amministrativi” sono uno strumento con finalità deflattiva consistente nel riconoscimento di somme, di modesto importo giornaliero, pre-determinate per ogni giorno di disservizio, a prescindere dall’accertamento giudiziale degli elementi costitutivi tipici della domanda di risarcimento del danno.

Questi indennizzi “amministrativi” – predeterminati dall’AGCom, non possono essere richiesti in sede giudiziale, dove si può chiedere il risarcimento del danno nella sua interezza, assolvendo al canonico onere della prova in riferimento all’inadempimento lamentato, al danno subito ed al nesso causale.

Dall’indennizzo appena descritto debbono essere distinti gli “indennizzi contrattuali” – cioè quelli previsti nelle Carte dei servizi che i Gestori sono tenuti a dotarsi ed a cui sono vincolati – spettanti all’utente a seguito di inadempienze contrattuali del professionista fornitore del servizio di telefonia.

Dal punto di vista giuridico, tali “indennizzi”, trovando fondamento in un contratto, sono qualificabili come penali e, pertanto, possono essere richiesti al Giudice ordinario, salva sempre la possibilità di richiedere il maggiore danno, se provato, eventualmente maggiore degli indennizzi contrattuali.

Quindi, in buona sostanza, nel caso di controversie in materia di telecomunicazione è obbligatorio procedere con il tentativo di conciliazione, innanzi al Corecom, non è necessaria la difesa tecnica e si potranno chiedere solo gli indennizzi amministrativi relativi all’inadempimento lamentato.

Fallito il tentativo di conciliazione, si potrà procedere giudizialmente chiedendo sia il danno patrimoniale (subordinato all’onere della prova ex art.2697 c.c.) ed anche le indennità contrattuali, a titolo di penale, previste dalla carta servizi del Gestore che si chiama in giudizio (Tribunale di Milano XI sex. – sent.8044/21)

Marzo 2024 – Avv. Felice Sibilla

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